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Irene Poldrugo Cavenago Intervista di Vanni D’Alessio e Gianfranco Miksa. Con la gentile partecipazione di Silvana Zorich. 2 febbraio 2025 Irene Poldrugo Cavenago, rimasta nel ricordo di molti fiumani per la rivista “Tutta Fiume” con cui si esibì negli anni Cinquanta, è nata alla fine degli anni Venti in Braida. Orfana della madre a sei anni, Irene rimase a vivere con la nonna materna in via XXX ottobre (attualmente via Frano Supilo), mentre la sorella Nada andò a vivere con la zia a Sussak, in Jugoslavia. Dopo la guerra Nada avrebbe preso la strada dell’esodo, mentre Irene è rimasta a vivere nella sua Fiume. Attiva in gioventù nello sport, in particolare nella pallacanestro, in maggiore età Irene si è dedicata con passione alla pesca sportiva. Nella sua testimonianza Irene ricostruisce la personalità del marito Orlando Cavenago, arrivato da Monfalcone e appassionato di Boxe. La testimonianza di Irene ripercorre molti momenti della vita dei fiumani, dai bombardamenti alle frequentazioni dei bagni cittadini e ai balli in Circolo, fino ai viaggi per il Mondo organizzati dall’agenzia Kvarner Express e al gioco della tombola alla Casa per anziani di Cantrida e in Circolo. Indice 0:17 – Presentazione. Il ricordo della madre morta di tetano, quando Irene aveva sei anni. Il padre, Antonio Poldrugo, nato nel 1899. Le origini familiari e l'importanza della nonna materna Irena, residente tra via XXX Ottobre e via Supilo. La sorella Nada visse prima con una zia a Sussak e poi col padre e la nuova moglie, di origine istriana. 5:59 – La sorella Nada esule in Italia a 17 anni per andare dal Fidanzato Bruno a Genova. 9:49 – I Cantieri Navali del Quarnero 16:58 – Le scuole e la guerra. Il ricordo della sparatoria in Braida durante la ritirata tedesca. Il padre elettricista, morto dopo la guerra. Il gesto affettuoso della merenda portata al padre. 25:37 – Lo sport e la vita familiare. Il marito Orlando e la sua passione per la boxe. Irene nella pallacanestro, con l’allenatore Tino Silvani, nella palestra di Braida. Una gita-torneo di 20 giorni a Praga. Le gare di pesca e il premio del 1983. 33:05 – La sparatoria in Braida. Durante la ritirata tedesca: Irene fu testimone diretta degli scontri tra partigiani e truppe in ritirata anche a Ilirska Bistrica. Per sfuggire ai pericoli, rimase nascosta per una settimana insieme a un’amica. 38:35 – I bombardamenti. I rifugi in via Roma e vicino al Liceo. Le distruzioni in zona Krnjevo. I Bagni: Gradsko a Sussak, Quarnero e Riviera. 46:26 – I viaggi della terza età. Gite organizzate con l’agenzia Kvarner Express: Russia, Francia, Spagna, Stati Uniti. 52:17 – Il marito a Dachau. La prigionia a Dachau. Il trasferimento da Monfalcone a Fiume. Il rifiuto da parte delle autorità jugoslave della richiesta di opzione per la cittadinanza italiana. I figli frequentarono scuole italiane. 1:00:26 – La cittadinanza e la politica. L’orientamento politico del marito Orlando. La rinuncia alla cittadinanza italiana per poter lavorare ai cantieri. I figli ottennero comunque la cittadinanza italiana. Il ricordo della rivista “Tutta Fiume”. I balli al Circolo con il marito, che però non amava ballare. 1:10:12 – I ricordi personali. Le visite a piedi dalla nonna a Volosca. L’ospedale pediatrico. Le storie raccontate al nipote Roman. I ricordi delle abitazioni a Cantrida e Fiume. Le Colonie Marine a Cantrida. 1:14:30 – Cantrida e gli anni ’90. La presenza dei fiumani a Cantrida. La guerra degli anni ’90. Due anni a Fiume col nipote. Il bombardamento di Zara. 1:18:38 – La lingua. Parlare italiano con il nipote Roman. Il dialetto fiumano. 1:21:11 – Il servizio militare del marito Orlando in servizio militare in Italia, poi trasferito a Spalato e Costabella in Jugoslavia, senza parlare croato. 1:23:53 – Lo sposalizio senza soldi al Municipio di Žabica.