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Le aree umide della Toscana. Non semplici specchi d'acqua, ma il cuore pulsante del nostro pianeta, tra gli ecosistemi più vitali e produttivi al mondo. Sono scrigni di biodiversità, luoghi in cui la vita pullula in una ricchezza sorprendente, sostenendo una varietà inestimabile di specie vegetali e animali. In questi contesti, ogni giorno, si svolge un lavoro puntuale e meticoloso da parte dei sei Consorzi di bonifica toscani. Un'azione discreta ma essenziale per la tutela delle caratteristiche uniche di questi luoghi. Parliamo della gestione del flusso idrico, un'attività che tocca innumerevoli aspetti cruciali: il mantenimento costante dei livelli di falda, vitale per la vegetazione e la fauna; il controllo serrato delle inondazioni, un presidio costante contro l'eccesso di acqua; la cura delle sponde, con azioni di controllo dell'erosione e il consolidamento delle rive, che garantiscono la stabilità del paesaggio. Aspetto non trascurabile è anche la qualità dell'acqua: il trattenimento dei sedimenti e delle sostanze indesiderate, la cattura dei nutrienti in eccesso, e persino la mitigazione e la conservazione del microclima locale. Oggi, questa competenza è duramente messa alla prova. Il cambiamento climatico incombe: frequenti alluvioni si alternano a periodi siccitosi. L'innalzamento del livello del mare e le intrusioni saline minacciano di trasformare questi depositi naturali di carbonio in fonti di CO2. In questo scenario, proprio i Consorzi di bonifica e l’ANBI che li coordina, hanno risposto con un impegno straordinario. Hanno gestito progetti complessi per la realizzazione di opere idrauliche non solo per la sicurezza, ma anche per la tutela della biodiversità e il contenimento delle specie aliene. La salvaguardia delle aree umide non è solo un compito, è una missione. I Consorzi di bonifica e l’ANBI si candidano per partecipare, insieme ai Comuni e alle Regioni a una gestione integrata e lungimirante, con obiettivi chiari e condivisi.