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C’è un prima e c’è un dopo. C’era nel Giardino Storico di piazza di Indipendenza, qualche giorno fa, un Cedro dell'Atlante, le cui virtù estetiche e paesaggistiche, storiche, sono state ben illustrate da un articolo di Gaspare Pollizzi, uscito su un noto quotidiano cittadino. Adesso, invece, rimane uno spazio vuoto, anonimo, assolato, decisamente invivibile per temperature che hanno raggiunto i 37°C (a Peretola) e punte di umidità relativa del 69%. Ora, in questo contesto ambientale, che inneggia all’afa, il Comune ha pubblicato la prima lista di luoghi freschi e accessibili per affrontare le ondate di calore: “Online una mappa geolocalizzata per trovare il punto di ristoro più vicino” come recita il sottotitolo di un altro articolo di giornale. Prima che nella lista dei luoghi freschi vengano anche citati i vagoni della tramvia, dopo l’eliminazione di filari di alberi, ci si domanda se l’amministrazione e l’attuale gestione del verde sia pienamente consapevole delle azioni che perpetra sul suo territorio. Non si capisce – e ce la devono spiegare – la ratio tecnica dietro l’abbattimento di un albero dal portamento monumentale che stante l’analisi della ceppaia, non ravvisa patologie evidenti nel legno, né compartimentazioni, né punti di sollecitazione meccanica dei tessuti alla base del colletto, né crettature al suolo segno di potenziale instabilità dell’apparato radicale. Una signora che ha assistito alla mattanza – l’ennesima – ha riferito che la giustificazione addotta dagli operai era dovuta al fatto che l’albero era ammalato. Poiché nella gestione del verde il cosiddetto corpo del reato viene prontamente rimosso, così come avvenuto alle Cascine a seguito della caduta del ramo, ogni prova a favore o a discapito della gestione delle alberature in città viene obnubilata. Ci hanno riempito la testa sulle isole di calore, hanno speso soldi pubblici, per poi gestire in questa maniera – schizofrenica ed incompetente – le alberature? E’ questa la misura del tanto strombazzato Piano del Verde? La gestione del verde a Firenze è decisamente fuori controllo.