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SANT'AGATA DI PUGLIA - IL VALORE DELLA MEMORIA Erano gli anni settanta del secolo scorso, e Sant’Agata di Puglia contava oltre 4.500 abitanti. Quanti cambiamenti a partire proprio da quegli anni, quando anche i nostri piccoli paesi a poco a poco si adeguavano a trasformazioni e a tempi sempre più accelerati. Erano anni, quelli, in cui la vita ancora non correva come oggi, ma scorreva pacatamente anche nei passi lenti di quei pochi, ultimi muli che ancora prestavano il loro dorso ad irriducibili e anziani cavalieri: solitari monumenti, a mille giornate contadine. Sono immagini, che ci portano alla riscoperta del paese e della sua gente attraverso un percorso interessante, quello che passa per la memoria: quella parte di vita accaduta, che non racconta di grandi vicende o di illustri personaggi, ma narra di singole storie di persone normali, della loro quotidianità, del fascino di qualche ricordo legato a scene di vita passata. Un viaggio breve, questo nostro, che passa attraverso immagini preziose che diventano un piccolo patrimonio capace di riannodare il passato al presente: si trasformano in documentazione, fanno rivivere la "memoria collettiva" del nostro paese. Sono raffigurazioni che ci riportano vicende ritrovate tra i nostri stretti e tortuosi vicoli, tra le umili pietre di tante case le cui porte chiuse, oggi, custodiscono ancora il segreto di una felicità fatta di cose semplici. Ci restituiscono, la bellezza di una quotidianità fatta di gesti premurosi, di antiche consuetudini, di riti amorevoli che riscaldavano le case e le riempivano di profumi intensi già di prima mattina. Era proprio di buon’ora, infatti, che le mani amorevoli della donna, insieme all'acqua e alla farina, impastavano anche la gioia di condividere in famiglia un’alchimia capace di trasformare pochi, semplici ingredienti, nella fragranza del pane quotidiano, o nella gustosa e saporita consistenza della pasta fatta a mano, che poi s’andava ad unire al ragù della domenica. Una serenità, quella che stiamo raccontando, vissuta spesso tra incontri cordiali e festosi, o allibrato di qualche chiesetta, dove si stava comodamente seduti su una vecchia panchina, a raccontarsi la vita. Sono queste, tracce incancellabili della esistenza stessa, che s’incarnano nei sorrisi allegri di insoliti protagonisti che probabilmente non avrebbero mai pensato di entrare in un racconto. A ciascuno di loro, tuttavia, abbiamo voluto assegnare un posto nella memoria: un modo anche questo per riscoprire oggi, in quei volti di ieri, anche il misterioso fascino dello scorrere del tempo. Certo, un tempo ormai passato, ma che tuttavia ci offre oggi l’opportunità di celebrare il ricordo di uomini e donne che anche in quegli anni abbandonavano questo nostro paese, Sant’Agata di Puglia, in cerca di un destino migliore a cui affidare il loro futuro e quello dei loro figli. Ed è proprio al loro ricordo, in conclusione, che ci piace dedicare una profonda poesia del compianto scrittore santagatese, Gerardo Maruotti, il quale, proprio in quei primi anni settanta del secolo scorso, così raccontava il dolore dell’emigrazione: "Non sale agricoltore più sul monte, a dorso di cavallo o su calesse. Morirono gli antichi: i loro figli, da cavalieri divennero autisti. Trasformarono le stalle in officine: …Calessi …Carri …Barde …Selle …Briglie! Scomparvero i bardari e i maniscalchi: Spuntarono elettrauti e macchinisti! Partirono pastori e agricoltori: li trascinò la forza del progresso, ed essi, andarono via come uccelli che emigrano d'autunno o a primavera, rilassandosi al vento che li spinge [...]. VISIONI E NARRAZIONI L’intento della pagina, e del progetto, è quello di valorizzare il patrimonio culturale di Sant'Agata di Puglia attraverso la produzione e la messa in onda di foto, documenti, post e video monografici, della durata massima di pochi minuti ognuno, indirizzati alla conoscenza del territorio santagatese e dei personaggi che lo hanno onorato. Al progetto lavorano diverse persone, da Sant’Agata, da Roma, da Barletta, da Milano: tutti santagatesi, accomunati dallo stesso sentimento, l’affetto per la propria terra. Grazie per la visita. Buona visione.