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A casa di Beppe Fenoglio: Alba e la sua casa Natale. Leggi: è importante Visita guidata all'abitazione di Beppe Fenoglio ad Alba. La sua vita e le sue opere. Nel video è presente anche la carabina e la colt usate durante la Resistenza da Fenoglio e citate spesso nei suoi romanzi. Beppe Fenoglio, all'anagrafe Giuseppe, nacque ad Alba nel 1922. Primogenito di tre figli. Il papà Amilcare e la mamma Margherita avevano fondato una macelleria: una tipica famiglia piccolo borghese delle Langhe. Fu sempre alunno e studente modello e appassionato di letteratura e di lingua inglese, spesso presente nei suoi romanzi. Cominciò la laurea in lettere a Torino, ma non la terminò a causa dello scoppio della guerra: fu richiamato alle armi e cominciò l'addestramento per allievi ufficiali. L'8 settembre del 1943 cambiò tutto. «Lo spettacolo dell'8 settembre locale, la resa di una caserma con dentro un intero reggimento davanti a due autoblindo tedesche not entirely manned, la deportazione in Germania in vagoni piombati avevano convinto tutti, familiari ed hangers-on, che Johnny non sarebbe mai tornato» (Il partigiano Johnny, capitolo I) Dopo lo sbandamento seguito all'8 settembre 1943, Fenoglio nel gennaio del 1944 si unì alle prime formazioni partigiane. In un primo momento si aggregò ai "rossi" delle Brigate Garibaldi, ma presto passò con gli "autonomi" o "badogliani" del 1º Gruppo Divisioni Alpine comandata dal maggiore Enrico Martini "Mauri" e della sua 2ª Divisione Langhe, brigata Belbo, comandata dal marò Piero Balbo "Poli" (Nord nel Partigiano Johnny) ed operante nelle Langhe. Partecipò, assieme al fratello Walter, che aveva disertato dalla RSI, allo sfortunato combattimento di Carrù e alla straordinaria ma breve esperienza della Repubblica partigiana di Alba, indipendente tra il 10 ottobre e il 2 novembre 1944. Dall'esperienza di partigiano azzurro nasceranno i romanzi Primavera di bellezza, Una questione privata, Il partigiano Johnny e i racconti de I ventitré giorni della città di Alba. «Sempre sulle lapidi, a me basterà il mio nome, le due date che sole contano, e la qualifica di scrittore e partigiano.» (da I ventitré giorni della città di Alba). Conobbe Luciana Bombardi già nel dopoguerra, ma la sposò solo nel 1960 con rito civile, creando non poco scandalo. Anche il sindaco si rifiutò di celebrare l'unione. In vita Beppe si era sempre definito agnostico, ma amava leggere la Bibbia. L'anno dopo nacque sua figlia Margherita e Beppe era al settimo cielo. Tuttavia la sua felicità fu breve. Morì a soli 40 anni a causa del suo vizio più grande: il fumo. Arrivò a fumare oltre 60 sigarette al giorno, motivo di contrasto specialmente con la madre che spesso era a conoscenza della presenza del figlio dal fumo che usciva dalla porta, chiusa, della camera. Il cancro ai bronchi non gli lasciò scampo. Questo è il suo ultimo biglietti alla figlia: "Ciao per sempre, Ita mia cara. Ogni mattina della tua vita io ti saluterò, figlia mia adorata. Cresci buona e bella, vivi con la mamma e per la mamma e talvolta rileggi queste righe del tuo papà che ti ha amato tanto e sa di continuare a essere in te e per te. Io ti seguirò, ti proteggerò sempre, bambina mia adorata e non devi pensare che ti abbia lasciata. Tuo Papà. (Beppe Fenoglio, Lettera alla figlia) fonte: wikipedia.