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Su IlSussidiario.tv è andata in onda un'intervista a Stefano Fassina, economista, politico ed ex viceministro dell'Economia, presidente dell'Associazione Patria e Costituzione, dedicata all'evoluzione del conflitto in Ucraina e alle prospettive di tregua e negoziato internazionale. Fassina ha interpretato le recenti ipotesi di sospensione temporanea delle ostilità come un segnale limitato ma positivo, utile a creare un clima meno ostile al dialogo. A suo giudizio, la posizione russa sarebbe coerente con obiettivi geopolitici dichiarati fin dall'inizio del conflitto, obiettivi difficilmente accettabili da Kiev ma centrali per comprendere la strategia di Mosca. Ha inoltre osservato che, pur non essendo crollata, l'economia russa risente della prosecuzione della guerra, rendendo il negoziato una necessità. Secondo Fassina, l'Unione Europea avrebbe commesso errori gravi, seguendo acriticamente la linea statunitense dell'amministrazione Biden e puntando su una soluzione militare irrealistica, escludendo sin dall'inizio ogni reale via negoziale. Questa scelta avrebbe prodotto costi economici e sociali elevati per famiglie e imprese europee, oltre a relegare l'Europa a un ruolo marginale nella fase attuale delle trattative. Ha sottolineato inoltre la contraddizione europea tra il sostegno all'Ucraina e la contemporanea intensificazione di rapporti commerciali con Paesi che continuano a finanziare l'economia russa. Per Fassina, l'Italia potrebbe svolgere un ruolo diplomatico autonomo, purché concertato con altri Paesi europei disponibili, puntando su realismo, multilateralismo e soft power. In conclusione, ha invitato cittadini ed elettori a sostenere forze politiche orientate alla pace, ricordando che la guerra incide direttamente sulle condizioni materiali di vita, a partire dai costi energetici, e che solo la diplomazia può offrire una prospettiva sostenibile. #Ucraina #GuerraUcraina #PoliticaInternazionale #UnioneEuropea #Diplomazia #Geopolitica