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Trieste-Catt.di S.Giusto-Castello di S.Giusto-Monumento ai caduti 15-18 Come viene riferito dalla maggior parte degli storici triestini, l'aspetto attuale della basilica deriva dall'unificazione delle due preesistenti chiese di Santa Maria e di quella dedicata al martire san Giusto, che vennero inglobate sotto uno stesso tetto dal vescovo Rodolfo Pedrazzani da Robecco[2] tra gli anni 1302 e 1320 per provvedere la città di una cattedrale imponente. Al termine del Parco della Rimembranza, poco prima del Piazzale in cima al Colle di San Giusto, si trova la grande statua in onore dei caduti nella Prima Guerra Mondiale. Inaugurata nel 1935 alla presenza dello stesso Re Vittorio Emanuele III e di diversi gerarchi fascisti, il monumento fu progettato dallo scultore triestino Attilio Selva mentre Enrico del Nebbio, architetto già del celebre Foro Italico e del Palazzo della Farnesina, realizzò la base marmorea. La prima notizia riguardante la cattedrale risale all'anno 1337, quando il campanile dell'ex chiesa di Santa Maria venne rivestito con uno spesso muro per poter sostenere il nuovo edificio. I lavori al campanile si conclusero nel 1343, ma quelli alla chiesa si protrassero praticamente fino alla fine del secolo. Il campanile in origine era più elevato, ma nel 1422 venne colpito da un fulmine e venne ridotto all'altezza attuale. Dopo la definitiva dedizione della città all'Austria (1382), l'allora imperatore Leopoldo III nominò il primo vescovo tedesco di Trieste, Enrico de Wildenstein, che in data 27 novembre 1385 consacrò l'altare maggiore della cattedrale. Sulla sommità del colle che domina Trieste si erge il Castello, che della città può essere considerato il simbolo. La storia di questo sito è lunga quanto quella della città: infatti dalla fine dell’età del Bronzo fino a tutta l’età del Ferro (1000 a. C.) un castelliere, l’abitato fortificato tipico della preistoria dell’arco altoadriatico, occupava la cima di questo colle, che è il più alto sulla riva del mare, strategicamente fondamentale per un controllo totale del territorio circostante. Da questo castelliere, nel corso della prima metà del primo millennio a. C., si sviluppa un centro abitato, il cui nome – Tergeste – è composto da Terg, radice indoeuropea che significa “mercato”, e dal suffisso veneto este, cioè “città”. Nella prima metà del II secolo a.C. i Romani si impadroniscono della città e collocano il centro del loro accampamento sulla cima del colle, fondando attorno la colonia militare, nello spicchio di terra che dal colle digrada verso il mare. Con il tempo in questa zona sorgono gli edifici più importanti della città romana: il tempio dedicato alla triade capitolina (da questo il colle si chiamerà infatti “Capitolino”), con i monumentali Propilei (metà del I sec. d.C.) i cui resti sono visibili sotto il campanile della cattedrale di San Giusto; la Basilica Civile, databile al 133 d.C., enorme, bi-absidata, sede del consiglio del municipium, tribunale e luogo di riunione e, accanto ad essa, la piazza del foro. I resti della basilica e la platea del Foro sono stati rimessi in luce in seguito a scavi negli anni ’30 e possono essere ammirati tuttora ai piedi del Castello.