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Greenline Label presenta : Salutami gli altri di Soulcè & Teddy Nuvolari Parole di Soulcè Musiche di Teddy Nuvolari Rec Mix & Master at ResonanceStudio Freedownload su greenlinelabel.com sezione bandcamp a questo Link : https://greenlinelabel.bandcamp.com/ Greenline Label FB : / greenlinelab. . Soulcè & Teddy Nuvolari FB : / soulceteddyn. . Resonancestudio FB : / resonancestu. . Lyricz Ho imparato a fare il rap nel secolo scorso Nei localacci vuoti sporchi e fuori posto. Quando cantavamo in quattro sul palco e sotto Gli altri quattro a cui toccava dopo. E ho visto facce più incazzate del normale E ho visto gente urlare in giro di sparare Ma poi tornavo a casa stanco e sudato e scazzato Per un'altra serata andata male. E non c'era sicurezza né soundcheck Però c'era concretezza e le spalle larghe C'erano sguardi in cagnesco, scontri di estro Notti fuori casa in cui non torni presto. Le pause, le chiusure strane Le rime sul mare che mi culla da sempre. Gli album di Bassi, in tele Bud Spencer Le pare. Salutami gli altri che ho da fare. Ho imparato a fare il rap da chi non ci svoltava Che se suonavi col rimborso era già tanto Che non volevi né il denaro né la fama Bastava un impianto e suoniamo anche se è scarso. Con le rime scritte ovunque, quaderni pieni Le foto dei pezzi sui treni Le prime recensioni, le prime recinzioni Gli zaini pieni ginocchia sporche e bici senza freni. A riconoscerci dai baggy, le sfide nei campetti Le rime che ti perdi perché sono troppe. Con le canzoni che si ascoltano di notte Con i cazzoni che si ammazzano di botte. E sai che ho visto tutto anche i periodi neri Prima di tornare in alto grazie ai soliti guerrieri. Torniamo a ieri, vediamo chi resta a lottare Tu salutami gli altri che ho da fare. Ho imparato a fare il rap senza pensare al poi Senza sapere che ci avreste trattati da eroi Senza sapere che oggi tra radio e TV I versi diventano i palliativi, le facce da antidivi. Ho scritto i primi testi per noia Perché dentro avevo il mondo e non lo sapevo Tiravo fuori la rabbia e provavo gioia Come oggi quando torno e ti vedo. Il fiato lo trattengo lo tiro tutto dentro Negli anni di gavetta mi ci perdo In fondo sto a mio agio nel buio e ci scoprono altri cento Ogni volta che sputiamo un pezzo. Mi aggiorno perché dentro resto bimbo E parlo col cuore dalla mia astronave. Questo schermo-tela diventa un dipinto reale Tu salutami gli altri, che ho ancora da fare.