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Le "Praline. Prelibatezze dal mondo dell'arte" sono filmati monografici che presentano gli elementi utili per capire i vari linguaggi dell’arte contemporanea; sono perciò particolarmente indicati per gli appassionati, i galleristi, i collezionisti e gli studenti dell’accademia d’arte e del liceo artistico. Lasciateci un commento e un "mi piace", grazie Iscrivetevi al nostro canale: https://www.youtube.com/user/@mandell... Facebook: / sergio.mandelli1960 Instagram: / mandelli.arte Il nostro sito: www.mandelliarte.com email: galleria@mandelliarte.com #mandelliarte #artecontemporanea#mac Ideo Pantaleoni è nato a Legnago nel 1904 La sua famiglia si trasferisce ben presto a Ferrara, dove lui esprime fin da piccolo la sua vocazione artistica anche utilizzando il selciato fuori dalla porta di casa per disegnare. Arrivato a vent’anni a Milano, si mette subito in contatto con l’ambiente artistico, dove conosce personaggi come De Pisis, Carrà e Sironi. Le prime prove sono a carattere figurativo, debitrici nei confronti di Giorgio Morandi. L’inizio degli anni quaranta, oltre al matrimonio con Bianca Magri, che gli sarà accanto tutta la vita, vede anche lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Alla fine del conflitto, sente la necessità di rinfrescare le sue conoscenze in campo artistico; si trasferisce perciò per qualche tempo a Parigi. E se le prime prove di questo rinnovamento guardano decisamente a Picasso, in seguito, cerca di recuperare istanze creative che in Italia erano già state sperimentate fin dagli anni trenta, ad esempio dagli astrattisti comaschi. Grazie a queste opere Pantaleoni viene cooptato da un gruppo che si definisce MAC, Movimento Arte Concreta. Il gruppo, è, ovviamente, assai composito, con identità, poetiche e modalità espressive diverse ma che, tuttavia, condividono il medesimo concetto di pittura concreta. Con questo temine si intende una pittura che si esprime in superfici e forme pure, senza alcun tentativo di mimesi della realtà, secondo i principi che erano già quelli di Theo Van Doesburg e del Bauhaus. Il MAC conserva tuttora una sua rilevante valenza storica sia per la sua volontà di aprirsi verso i nuovi linguaggi che si stavano sperimentando in quegli anni un po’ ovunque nel mondo, sia per il fatto di non essere allineato a nessun filone ideologico. In questo contesto l’ambiente francese diventa per Pantaleoni il luogo ideale per confrontarsi con personalità come Klein, Poliakoff, Hartung, tanto da essere ammesso a una rassegna fondamentale per l’arte astratta quale “Réalités Nouvelles”, che si svolge con cadenza annuale a Parigi. Inoltre, fanno parte di questo periodo anche alcune ceramiche realizzate ad Albissola, dietro consiglio dello stesso Lucio Fontana. Arrivato a questo punto, Pantaleoni ha acquisito una sua cifra stilistica, una riconoscibilità che gli portano un consenso non solo italiano; tuttavia, la sua indole lo porta sempre a confrontarsi con l’ambiente culturale circostante, e lui ne trae adeguate conseguenze. Sono gli anni in cui si sperimenta la pittura informale, verso la quale lui non rimane indifferente; è un po’ come se le ragioni del cuore emergessero per rompere i confini rigidi delle forme geometriche e per lasciarsi andare a improvvisazioni di colore, costituite da tasselli colorati e assemblati per mezzo della spatola. Questa tendenza all’improvvisazione, che dura fino a tutti gli anni settanta, si perfeziona costruendo, questa volta a pennello, una sorta di agglomerati cellulari ingranditi, assemblati secondo piani sovrapposti che sembrano tendere ad una infinita proliferazione. Sono di questo periodo anche le interessanti opere a rilievo, realizzate con materiali tipo legno, acciaio e lega di alluminio, componendo elementi geometrici perlopiù, anche in questo caso, riferiti a forme circolari. Come nella pittura anche nei rilievi Pantaleoni procede secondo strati sovrapposti, a cui si aggiungono elementi a virgola, quali si trovano all’interno della cellula umana. Ma, mentre la pittura è caratterizzata da una autentica fioritura di colori, nei rilievi usa rigorosamente il bianco, che i colori – come noto - li assomma tutti. A metà degli anni settanta, una prolungata convalescenza gli impedisce di lavorare con l’energia necessaria; a questoààà proposito gli viene in aiuto la scoperta dell’aerografo. Con l’ausilio di sagome ritagliate in forme geometriche, realizza un corpus di opere in cui lui trova una sintesi fra il rigore geometrico del MAC e la successiva libertà gestuale. Insomma, in Ideo Pantaleoni non dobbiamo cercare un modulo, un modello pittorico, magari elaborato in gioventù, che viene poi protratto lungo il corso della sua attività. Al contrario, lui ci propone uno sguardo sempre attento sull’attualità, sempre pronto a confrontarsi con quanto di nuovo il mondo dell’arte proponeva, per poi adeguarlo alle proprie necessità espressive.