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diretto da: / palumboy ma quanto corri? ci fosse un motivo che in questi giorni ritorni tardivo con gli occhi da ufficio e con le guance topo Gigio bigio il giro infilo il mio berretto beige da bel figurino. Uno scontrino del Lidl ma il frigo ha fame e un po’ lo invidio. Che ore sono? Sono il sognatore o il sogno? Non ci riesco o non lo voglio? Ti voglio bene o è un bisogno? Sulla biro i Pirenei e pirotecnica stiro i panni miei lei mi fa la predica le scrivo come Pirlo: tecnica le foglie morte sono come zombie vivono in latenza se nella testa c’è l'America. L’inedia brutta bestia su una sedia il mare se ne frega ma un amico lava a terra con pazienza il peso freddo di ogni verità oggi evita - A 26 o 27 non succede niente onestamente ho solo più paura; veramente che il cielo cresca mentre cerco il caldo in una tuta delle medie ricordando tutta la mia vita in ragnatele. Oggi l’aria è asciutta e il vento vero si concede, sei cresciuto, ti vedo bene c’è un altro tratto: vuoi farlo insieme? Guardo il culo ad una sigaretta è nel pacchetto lì dentro che mi tenta poi ridendo avverto la stanchezza ma è il tuo compleanno e conta essere all’altezza Il peso delle storie grava se ci metti il cuore poi lascia solo un odore come piogge e ottobre come acqua ed un sapone profumato a una canzone andando a spasso con il cane o con un fiore ho visto il fiato nevicare nel giaccone ma come fai? Come, come.. dimmi come fai a non cadere in pozze con quest'acquazzone forse fosse stato meglio senza corse e poco sveglio tutti voi sareste qui ma sto crescendo capiscimi e ascoltami un attimo da che pulpito o che palpito arrivo subito prima torno dove abito che gli anni prima sono pochi e dopo troppi mi agito poi scalpito come al campetto di calcio a Casalotti mano sul petto gioco automatico sull’over fisso a ventisette non si muore stai tranquillo chiudo il primo disco