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Il centro storico di Noale conserva ancora un’impronta medievale con i resti del Castello e la Rocca dei Tempesta (detta il Palazzon). La città storicamente si trovava in una posizione strategica, all’incrocio del percorso tra Mestre e Camposampiero ed equidistante tra Padova e Treviso. Faceva parte della giurisdizione trevigiana al confine con la città di Padova che ne rivendicava il possedimento. Nel XII secolo il vescovo di Treviso, per difendere il feudo dagli attacchi patavini, si appoggiò alla potente famiglia dei Tempesta che così diventarono Signori di Noale. Sulla sponda destra del fiume Marzenego, i Tempesta costruirono una possente Rocca che, con il Castello, rappresentò un efficace baluardo contro le scorrerie patavine. La fortificazione, oltre alla residenza signorile dei Tempesta e al mastio, conteneva gli alloggi per i soldati e l'armeria, le prigioni, i magazzini e le stalle. A nord, oltre il fiume, la cittadella era collegata al castello da un ponte levatoio. Delle mura che cingevano la cittadina medievale restano oggi solo due torri, in corrispondenza delle quali stanno due ampie porte di accesso, un tempo dotate di ponti levatoi e munite di merlature la Torre dell'Orologio, detta anche Trevisana e la Torre delle Campane che presidiava l'entrata di ponente. All'interno del perimetro si elevano la Chiesa dei Santi Felice e Fortunato e antiche abitazioni decorate con affreschi nonché l'ampia piazza Castello, già piazza Calvi. La città ha conservato le sue antiche tradizioni e ogni anno rievoca l’antico Palio medievale tra contrade indetto dai Tempesta in occasione di vittorie, di scampate pestilenze e delle feste più importanti. L'esistenza a Noale di un Palio è confermata da due documenti del 1339 e del 1347 in cui i notai descrivono i risultati delle gare. I banditori dovevano dare pubblicamente l'annuncio del Palio a voce alta, il vincitore riceveva, un prezioso tessuto, mentre l'ultimo veniva imbrattato e schiaffeggiato. In occasione della festa, a Noale, si svolgeva anche la cerimonia della “Bala d'Oro”, durante la quale l'Ospedale dei Frati Battuti conferiva una dote di dodici ducati alle quattro giovani da marito che, tra molte sfere di legno, riuscivano a estrarre le “Bale d'Oro”. Per maggiori dettagli consultare il libro "I sistemi turistici del Veneto" curato da Beniamino, edito Libreria Universitaria Seguici anche su Instagram @scopriamo_il_veneto e sull'app Tellingstones scaricabile sia su iOS che su Android. Grazie e buona scoperta del territorio!