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Il Sito Unesco del 2011 “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere” è costituito da fortezze, antiche chiese ed affascinanti monasteri dislocati lungo tutta la penisola italiana. Queste architetture rappresentano l’emblema del regno longobardo in Italia, una testimonianza esemplare della sintesi culturale che ebbe luogo in Italia dal VI all’VIII secolo tra la tradizione romana, la spiritualità Cristiana, le influenze bizantine e i valori mutuati dal mondo germanico. La stessa sintesi segna la transizione tra l’Antichità e il Medioevo europeo. Le produzioni artistiche dei Longobardi furono segnate dalla continuità, per via del ricorso ai modelli e alle maestranze della tradizione romano-bizantina, ma anche dall’innovazione, perché gli apparati decorativi dell’intervento longobardo furono il risultato di una nuova combinazione di quelle tecniche e di quei modelli. Una delle manifestazioni pratiche di tale fenomeno di integrazione e sintesi fu l’uso che i Longobardi fecero dei resti antichi, il reimpiego di materiali lapidei e architettonici più antichi derivanti da necropoli o edifici abbandonati, soprattutto di epoca romana. Nei luoghi dove si insediarono si trovavano molte risorse di questo tipo e i Longobardi procedettero al riuso a volte in modo conservativo rispetto alla funzionalità, come nel castrum di Castelseprio in cui riutilizzarono le strutture della fortificazione per la medesima funzione, a volte in modo innovativo, come nel caso dell’utilizzo delle antiche lastre marmoree del Tempietto di Cividale del Friuli, poste a pavimentazione del presbiterio.