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Nell'intervista trasmessa da IlSussidiario.tv, l'ospite Alberto Bradanini, già ambasciatore d'Italia in Iran e in Cina, analizza l'evoluzione della crisi in Medio Oriente e le sue implicazioni geopolitiche internazionali. Bradanini sostiene che l'ipotesi di una resa imminente dell'Iran, evocata dal presidente statunitense Donald Trump durante colloqui con i leader del G7, appare poco realistica. A suo giudizio, Teheran non avrebbe alcuna intenzione di capitolare e sarebbe piuttosto determinata a resistere, anche pagando un prezzo elevato. Secondo l'ex ambasciatore, la leadership iraniana potrebbe accettare una sconfitta militare, ma non una resa totale, poiché ciò comprometterebbe la credibilità del regime e la sua capacità di deterrenza futura. Nel corso della conversazione viene evidenziato come Stati Uniti e Israele possano aver sottovalutato la determinazione iraniana e la solidità interna del sistema politico di Teheran. Bradanini osserva inoltre che le informazioni occidentali sulla reale situazione del Paese potrebbero essere incomplete o distorte, nonostante l'esistenza di reti di intelligence e opposizione interne. In questo contesto, la narrazione di una possibile resa iraniana potrebbe rispondere anche a esigenze politiche interne negli Stati Uniti, dove l'amministrazione americana avrebbe bisogno di presentare un eventuale disimpegno dal conflitto come una vittoria strategica. L'ex diplomatico richiama poi l'attenzione sulle conseguenze più ampie della crisi, che riguardano non solo il Medio Oriente, ma anche gli equilibri globali, dall'energia alla stabilità geopolitica. Nel suo intervento critica inoltre quella che definisce una narrazione occidentale spesso selettiva sui conflitti e sulle responsabilità internazionali, invitando a ricordare anche le vittime civili delle guerre e le accuse di crimini di guerra che coinvolgono diversi attori regionali. In conclusione, Bradanini ritiene che il conflitto resti altamente instabile e imprevedibile, con possibili sviluppi che dipenderanno dalla capacità delle potenze coinvolte di trovare una via d'uscita politica senza subire una perdita di credibilità internazionale. #MedioOriente #Iran #Geopolitica #Israele #Trump #CrisiInternazionale