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Le api hanno un ruolo agro-ecosistemico essenziale ma sono purtroppo sempre più in pericolo a causa dei mutamenti climatici e delle crescenti pressioni antropiche. L'apicoltura si rivela quindi fondamentale, soprattutto per quanto riguarda i territori montani, dove gli apicoltori rivestono un importante ruolo di presidio del territorio e custodiscono la biodiversità realizzando inoltre un prodotto nutraceutico di eccellenza. Il tavolo di lavoro discute criticità e punti di forza dell’apicoltura in montagna, partendo dai risultati di un recente studio di caratterizzazione del millefiori alpino. PROGRAMMA ▪ Saluti istituzionali Anna Giorgi – Direttore del centro di ricerca GESDIMONT – Polo UNIMONT – Sede di Edolo dell’Università degli Studi di Milano Alessandro Panza - Membro della Commissione sviluppo regionale del Parlamento Europeo ▪ Il millefiori di montagna: i risultati di uno studio Team del C.R.C.GESDIMONT (Sara Panseri, Luca Giupponi, Valeria Leoni, Radmila Pavlovic), dell'Università del Piemonte Orientale (Elia Ranzato, Simona Martinotti) e della Fondazione Fojanini (Carla Gianoncelli) ▪ L’apicoltura in montagna a presidio del territorio Daniele Biazzi - Responsabile Slow Food del Presidio “Mieli di alta montagna alpina” per la Lombardia ▪ Le associazioni apistiche raccontano punti di forza e difficoltà Giacomo Prina - Presidente Associazione Produttori Apistici delle Vallate Ossolane (Provincia del VCO); Giampaolo Palmieri – Tecnico Apistico, già Presidente e Socio Fondatore dell’Associazioni Produttori Apistici Provincia di Sondrio, Vicepresidente della API-Sondrio Società Cooperativa; Giovanni Tosana - Presidente Biodistretto Vallecamonica -apiario didattico di Edolo; Peter Moltoni - Apilombardia