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Vecchio frak è un brano musicale di Domenico Modugno, pubblicato per la prima volta nel settembre 1955 nel singolo a 78 giri Vecchio frack/E vene 'o sole. Il titolo Pur essendo stato pubblicato nella sua prima incisione con il titolo Vecchio frack, il titolo depositato in SIAE è Vecchio frak[2], titolo con cui Modugno inciderà nuovamente il brano l'anno successivo[3]; da notare che entrambi i titoli, teoricamente, sono errati, in quanto la grafia corretta del nome del tipico abito formale da uomo citato nel titolo ed indossato dal protagonista del brano è frac. In anni successivi Modugno utilizzò altri titoli, ad esempio L'uomo in frac[4]. Il brano La canzone, diventata una delle più popolari dell'artista pugliese, è molto intensa, con testo e musica composti da Modugno[5]; il testo presenta sia parti cantate che parti fischiettate, mentre la base musicale, suonata alla chitarra dallo stesso cantautore, è caratterizzata dall'accompagnamento che funge anche da parte ritmica, eseguito battendo la mano sulla cassa dello strumento. È la storia, narrata anche attraverso metafore, di un elegante uomo in frac[6] che a mezzanotte passeggia per le vie deserte di una città con aria malinconica e all'alba si è evidentemente suicidato, in quanto l'abito, il cappello ed il fiore che indossava galleggiano da soli nel fiume; chi canta la canzone ignora chi sia quest'uomo e da dove venga. Modugno esegue Vecchio frak cantando, fischiando e percuotendo la cassa della chitarra Come lo stesso Modugno ha raccontato più volte, questa canzone è ispirata alla vicenda del principe Raimondo Lanza di Trabia (marito dell'attrice Olga Villi), che, all'età di 39 anni, il 30 novembre 1954, era morto cadendo da una finestra dell'Hotel Eden di via Ludovisi a Roma[7][8], gesto ritenuto generalmente un suicidio ma mai del tutto chiarito. Fu la prima delle due canzoni di Modugno con testo in italiano durante il primo periodo RCA (la seconda fu Musetto, incisa pochi mesi dopo). (Wikipedia) È giunta mezzanotte Si spengono i rumori Si spegne anche l'insegna Di quell'ultimo caffè Le strade son deserte Deserte e silenziose Un'ultima carrozza Cigolando se ne va Il fiume scorre lento Frusciando sotto i ponti La luna splende in cielo Dorme tutta la città Solo va un vecchio frack Ha il cilindro per cappello Due diamanti per gemelli Un bastone di cristallo La gardenia nell'occhiello E sul candido gilet Un papillon Un papillon di seta blu S'avvicina lentamente Con incedere elegante Ha l'aspetto trasognato Malinconico ed assente Non si sa da dove viene Né dove va Di chi sarà Quel vecchio frack Bonne nuite, bonne nuite Bonne nuite, bonne nuite, buona notte Va dicendo ad ogni cosa Ai fanali illuminati Ad un gatto innamorato Che randagio se ne va È giunta ormai l'aurora Si spengono i fanali Si sveglia a poco a poco Tutta quanta la città La luna s'è incantata Sorpresa ed impallidita Pian piano scolorandosi nel cielo sparirà Sbadiglia una finestra Sul fiume silenzioso E nella luce bianca Galleggiando se ne van Un cilindro Un fiore e un frack Galleggiando dolcemente E lasciandosi cullare Se ne scende lentamente Sotto i ponti verso il mare Verso il mare se ne va Di chi mai sarà, di chi sarà Quel vecchio frack Adieu, adieu adieu adieu Addio al mondo Ai ricordi del passato Ad un sogno mai sognato Ad un abito da sposa Primo ed ultimo suo amor Fonte: LyricFind Compositori: Domenico Modugno