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Il borgo La Scola è un borgo magico che resiste miracolosamente al tempo. Già nel 1200 sembra che fosse abitato, ma solo negli estimi del 1375 se ne parla e si nominano le famiglie che lo abitavano. Che radice ha il termine Scola? Per alcuni “Skult” dal tedesco, posto di guardia dei Longobardi di Pistoia che nel VI secolo tentarono di entrare nell’Esarcato che qui aveva fortificato i propri confini, per altri toponimo di origine greca con lo stesso significato di posto di guardia, vedetta. Luogo militare dunque e infatti di qui passava, come dice il Palmieri nella sua “Montagna bolognese nel medioevo” del 1929 , il limes che divideva l’Esarcato dalla Longobardia pistoiese. L’immagine di Scola che sopravvive oggi si è formata tra il 1300 e il 1500 in un momento di espansione e di sviluppo economico agrario, quando gli abitanti del contado si impossessarono delle terre di monasteri e di nobili che rientravano in città. Una rinnovata piccola proprietà fondiaria diede vita al sorgere di una edilizia che ebbe gli artefici nei Maestri Comacini che qui, come in tante altre parti d’Italia tra il 1300 e il 1500, lavorarono in gran numero: le vecchie torri si trasformarono in abitazioni civili e così case, fienili, essiccatoi si allargarono anche oltre le mura di difesa. Tanti sono i segni di quel tempo che ancora rimangono a tramandare la vita dei secoli passati. La Scola è tutta arroccata attorno alle sue torri e ai suoi due oratori di cui solo San Pietro vive ancora.