У нас вы можете посмотреть бесплатно La signora Dalloway - Virginia Woolf - # 1-5 - Audiolibro - Ad Alta Voce Rai Radio 3 или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
"La signora Dalloway" (Mrs Dalloway) è un romanzo di Virginia Woolf del 1925. Racconta un giorno di Clarissa Dalloway, una donna dell'alta società che vive a Londra nel primo Dopoguerra. Il romanzo origina da due racconti: "Mrs Dalloway in Bond Street" e "The Prime Minister". Nel romanzo si descrivono i preparativi di Clarissa per una festa che lei ospiterà la sera. Con una prospettiva interiore, la storia viaggia in avanti e indietro nel tempo e nella mente dei personaggi per completare l'immagine della vita di Clarissa e della società britannica tra le due guerre mondiali. Affronta anche la natura del tempo nell'esperienza personale. Woolf fa uso della tecnica del monologo interiore, i moments of being, per descrivere lo scenario. Un determinato oggetto contiene in sé il mistero di un ricordo disperso nei meandri dell'inconscio. Così il movimento di una foglia in un parco ricorda a Clarissa la passione per la danza o le lunghe cavalcate, e l'incontro con Hugh Withbread porta alla mente di Clarissa i ricordi della sua giovinezza, come Peter Walsh. Il pensiero di quest'ultimo l'accompagna quasi ogni giorno. Woolf presenta tutta la società, quella borghese, la parte nobile, i sobborghi poveri, la gente infima, i colti, i belli e i brutti, orrendi e emarginati. L'Inghilterra è snob, come Clarissa. Questa incarna la società britannica d'inizio Novecento; i suoi stessi amici e ammiratori mal sopportano il suo atteggiamento snob. Peter sa bene che Clarissa è snob, ma non riesce a smettere di amarla. E così Sally Seton sopporta le bizze dell'amica. I due provano una sorta di amore patriottico verso l'Inghilterra e i suoi vizi. Peter è costretto a fuggire in India. Ma egli sa, in cuor suo, che fuggire dai prodotti sociali che odia dell'Inghilterra è inutile. D'altro canto, Clarissa porta in sé una vena di mistero. La malattia dalla quale è uscita non viene affrontata in modo diretto, ma celata con vergogna. Virginia trasferisce in Clarissa tutta la frustrazione di una donna bella e intelligente, tanto più d'alta società. Si sente tutto il dolore della stessa Virginia, che nella realtà ha tentato diverse volte il suicidio prima di riuscirci, e la sua emancipata natura di donna. E qui nasce l'alter-ego, Septimus. La Woolf trova sfogo del proprio mostro, del proprio lato maschile, nella figura di Septimus. Mentre Clarissa nasce da un continuo tendere alla perfezione dell'autrice - un personaggio che doveva rimanere immacolato, pur con tutta la sua frustrazione - Septimus nasce dal diavolo interiore della Woolf. Il libro si può dividere in due parti. I lunghi monologhi di Septimus, solo con sé stesso, e i lunghi discorsi interiori, frastagliati di ricordi, della perfetta donna di mondo. Nel romanzo si trova anche l'amore per le donne che contraddistingue la Woolf. Clarissa prova attrazione per il proprio sesso. Il rapporto con Sally Seton pervade tutto il romanzo. Clarissa è affascinata da Sally, dal suo carattere ribelle, libertino, privo di regole. Ed è certa di aver provato l'ebbrezza di un amore puro insieme a Sally. Perché oggi la rifiuta? Solo perché ha sposato un uomo di basso rango? In fondo Clarissa sposa Richard Dalloway! Richard è un uomo ricco e nobile. Mentre Peter è pieno di spirito, intelligente, ma amante del vizio, dei viaggi e delle donne, privo di interesse per l'alta società. Clarissa prova odio verso quel Peter e il suo atteggiamento critico. Come non si capacita della signora Kilman, la brutta insegnante di storia della figlia Elizabeth. La Kilman incarna la società religiosa in voga a Londra, il mistico sentimento, la fiducia in Dio e nella Provvidenza, che tanto trovano inattuale la Woolf e Clarissa. La Kilman è tutto ciò che di brutto è nella natura umana, come il dottor Holmes, che Septimus definisce la natura umana in senso dispregiativo. Quello da cui la sua lucida follia vuole fuggire, il dottore dell'umanità, il primo nemico dell'uomo, quello che vuole salvarlo, ma che lo insegue. E così pure il dottor Bradshaw, che consiglia a Lucrezia di internare Septimus. Tutti quei dottori che vogliono fare di lui un dolente chiuso in un manicomio rappresentano la tarpatura delle ali della libertà che ci insegue dalla nascita, la legge che insegue il ribelle e l'artista. Il carcere che Clarissa si è costruita con le sue feste. Perso il cognome, l'identità, è diventata la signora Dalloway, come l'autrice che, perso il cognome di Stephen col matrimonio, prende quello di Woolf. E proprio nel mezzo di questo carcere, la festa, la moglie del dottor Bradshaw annuncia a Clarissa la morte di un uomo che si è gettato dalla finestra. È quello il culmine del romanzo, il punto di connessione tra la natura di Clarissa e la follia di Septimus, che muore per sfuggire la natura umana, nelle vesti dei due medici. E porta con sé il suo dolore, e l'eterno patire della morte. Forse verrà ricordato da qualcuno - durante la festa il suo nome è una presenza inquietante - forse verrà dimenticato poco dopo i funerali.