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A 30 anni dalla pubblicazione del primo album dei Gotthard il Comune di Lamone ha deciso di rendere omaggio alla carriera di Leo Leoni: Isabel Piazza raccoglie le sue reazioni e forti emozioni. L'opera commemorativa si può visitare alla Contrada degli Artisti Lamonesi: https://goo.gl/maps/soZRvXf1FX57yFdZ7 La storia del rock è generosa di grandi musicisti, di squisiti chitarristi ed eccellenti performer; e poi c’è Leo. Che appartiene a quella razza di “rock’n’roll heroes” capace di annoverare rare e benedette qualità di scrittura, spiccato gusto melodico, sensibilità artistica e qualità interpretative. Virtù preziose in un’epoca in cui la musica spesso smarrisce la sua sacralità, la sua vocazione e significati anche sociali e culturali. Valori che gli riconosciamo da 30 anni, decenni in cui il nostro ha scritto melodie efficaci, “riff” irresistibili che ti si appiccicano sulla pelle e brani ormai entrati oltre che nella storia, nell’immaginario e nel vissuto di ognuno di noi. Canzoni capaci di alimentare la colonna sonora del nostro tempo. Quello scritto da Leo è un patrimonio artistico ed emozionale che ha indelebilmente segnato la vita artistica della nostra regione scolpendo, al contempo, la storia del rock elvetico aperta e in dialogo col mondo. Che lui ha frequentato e frequenta, col quale dialoga stringendo amicizie, confrontandosi e nutrendosi di vita e di bellezza. Già perché Leo Leoni che da tempo potrebbe “vivacchiare sugli allori” di una carriera più unica che rara, ricca di premi e riconoscimenti, Leo dicevo è ancora mosso dal “sacro fuoco”. Quello che gli arde ancora nel petto, che lo sprona, che contribuisce alla sua irrequietezza umana e artistica. La sua sana curiosità e quella creatività che non si placa e che alimenta il flusso dell’ispirazione, fortunatamente lui non la ignora e non la vuole placare. Perché è la sua natura, perché è la sua strada: quella di un innamorato della musica che ancora cavalca quel sogno meraviglioso che cullava da bambino e accarezzava da adolescente nella sua Lamone, tra la sua gente. E anche se ormai Leo è cittadino del mondo, e la musica lo ha portato ovunque, il legame con la sua terra è un cordone ombelicale significativo, impossibile da recidere. E dunque il riconoscimento che Lamone gli dedica vanta una duplice valenza: non solo testimoniare e premiare il suo talento assoluto ma, soprattutto e a beneficio delle giovani generazioni sottolineare il valore dell’impegno, della costanza e della dedizione; ideali fondamentali per la realizzazione dei propri sogni. Gian Luca Verga