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Fu scritta nel 1858 dal compositore milanese Paolo Giorza che si ispirò ad alcuni canti popolari lombardo-piemontesi. Essendo il tema principale del canto l'invito a Vittorio Emanuele II a fare avanti un passo, diventò quasi subito una canzone patriottica. Alludeva al fatto che le truppe italiane dovevano scacciare via quelle austriache e viene usato il termine polenta perché la bandiera austriaca è gialla come la polenta, la "malada" che non vuole mangiar polenta rappresenta la Lombardia. Venne scritta in dialetto perché gli austriaci non ne capissero il significato. La bella Gigogin ebbe un tale successo che le bande militari austriache avevano imparato a suonarla e quando a Magenta si trovarono di fronte i francesi, intonarono le note della canzone in segno di attacco. Il fatto divertente è che i francesi risposero col ritornello Daghela avanti un passo e quindi i due eserciti si affrontarono al suono della stessa canzone. Secondo l'opinione di Giuseppe Fumagalli, l'autore delle parole può definirsi ignoto e quindi la canzone fu completata grazie ad un mosaico di strofe di vecchi canti e canzoni popolari di varie parti d'Italia, visto che la stessa parola Gigogin è un termine piemontese utilizzato come diminutivo di Teresa. La canzone fu ufficialmente cantata in pubblico il 31 dicembre del 1858 nel Teatro Carcano di Milano durante un concerto offerto dalla Banda civica diretta dal maestro Gustavo Rossari. L'entusiasmo con il quale la canzone venne accolta raggiunse il delirio, al punto che la banda dovette eseguirla otto volte, segno premonitore di quello che fu l'entrata delle truppe franco-sarde nella città di Milano liberata dopo la vittoria nella battaglia di Magenta.