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RISCHIO SISMICO: IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA HA APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE SULLE NORME IN MATERIA DI DIFESA DEL TERRITORIO: MODIFICHE SULLE COMPETENZE DEL GENIO CIVILE SUI FABBRICATI. INGEGNERI CASERTANI PLAUDONO DOPO UNA BATTAGLIA DI DUE ANNI Caserta, sett / ott 2025 – Il Consiglio regionale della Campania ha approvato con trenta voti favorevoli e tre astenuti il Disegno di legge ‘Norme per l’esercizio delle funzioni regionali in materia di difesa del territorio dal rischio sismico. Modifiche alla legge regionale 9/1983’ che prevede il trasferimento dal Genio Civile ai Comuni, alle Unioni di Comuni o ai Comuni in forma associata, che ne facciano richiesta al competente ufficio regionale entro il 31 gennaio di ogni anno, delle attività e le funzioni relative ai procedimenti autorizzatori e le attività di vigilanza in materia di difesa del territorio dal rischio sismico; restano, invece, in capo al Genio Civile le attività e le funzioni afferenti opere la cui altezza strutturale, misurata dal piano di posa delle fondazioni, escluse quelle indirette, fino all’estradosso della copertura del torrino scala o del punto di colmo, se la copertura dell’edificio è a falde inclinate, supera i metri 16,50 o la cui parte di struttura interrata supera i metri 4,00. Una notizia annunciata nel corso del convegno “Processi di rigenerazione urbana fra criteri generali e applicazioni locali – Legge regionale 5/2024 in Campania”, organizzato sabato scorso dall’Ordine degli Ingegneri di Caserta, presieduto da Carlo Raucci (nella foto a destra) che da due anni si batte contro l’impasse presso gli uffici del Genio Civile. Della nuova norma voluta fortemente dagli ingegneri casertani, beneficeranno tutti i professionisti della Campania. Le istanze e le richieste degli ingegneri sono state ascoltate, in particolare, dal vice presidente della Regione Campania, con delega all’ambiente, Fulvio Bonavitacola (nella foto a sinistra) intervenuto al convegno casertano dove ha parlato della norma oltre ad affrontare un altro tema importante come quello della rigenerazione urbana. «Con la legge n. 5 del 2024 abbiamo approvato la normativa più avanzata in Italia sulla rigenerazione urbana, una legge che rispetta i principi del non consumo di suolo e privilegia la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, dando anche agli operatori privati la possibilità di proporre programmi ai Comuni» ha spiegato Fulvio Bonavitacola. «Non tutto può dipendere esclusivamente dall’iniziativa comunale – ha aggiunto - che a volte genera ritardi e paralisi. Spetta sempre ai municipi valutarne l’interesse e la compatibilità, ma la possibilità offerta agli operatori e ai professionisti di presentare progetti rappresenta una sfida e un’opportunità importante. Inoltre, abbiamo regolato per legge gli incentivi, perché riqualificare significa affrontare costi maggiori rispetto al costruire ex novo. È per questo che servono sostegni, soprattutto nei casi di demolizione e ricostruzione. Il quadro normativo approvato ci lascia ben sperare per il futuro». Sul ruolo dei professionisti è intervenuto il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Caserta, Carlo Raucci, che ha ricordato il contributo dei tecnici alla nuova normativa: «Abbiamo fornito suggerimenti significativi al senatore Roberto Rosso, relatore della legge (intervenuto in collegamento al convegno), che già nello scorso aprile a Caserta aveva recepito le nostre proposte durante un convegno sulle case green. La normativa, che dovrebbe entrare in vigore entro fine anno, contiene incentivi e agevolazioni che ci metteranno nelle condizioni di operare in modo rapido ed efficace». Raucci ha rimarcato anche l’impatto economico della rigenerazione urbana: «Questa è la materia del futuro, perché le risorse pubbliche non esistono più e bisogna puntare sul recupero dei fabbricati nei centri storici, abbattendo e ricostruendo quelli fatiscenti e conservando invece gli edifici che costituiscono memoria storica. Gli effetti economici saranno evidenti: lavoreranno tecnici, architetti, geometri, imprese e fornitori di materiali».