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Gli “ecosistemi marini”, dell’Eocene a Bolca e nella Val d’Alpone (nella Regione Veneto), saranno proposti, nel 2027, a Sito Patrimonio Mondiale UNESCO. Lo ha “deliberato” (si legge nel sito www.unesco.it) la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e il quadro documentale, é inviato, a Parigi, entro il mese di gennaio 2026. Dal XVI^ secolo i reperti fossili vengono studiati come “evoluzione della vita marina del pianeta” nel periodo geologico da 50 a 38 milioni di anni fa. Gli affioramenti, del Sito seriale, sono 15 e viene proposto come bene naturale col criterio otto (viii) legato alla “straordinaria testimonianza della evoluzione terrestre”. L’Associazione della Val d’Alpone, con il Ministero della cultura e dell’Ambiente, cita, nel Sito seriale, la presenza di “100.000 reperti fossili e 1.600 categorie di organismi” con un eccezionale “concentrato di biodiversità” (in un’area, estesa, che interessa 10 comuni). Fotografie e filmati: unesco.it, ansa.it, RAI TgR, Google).