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Il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero della Cultura sta mettendo a punto, con il supporto di Ales, un piano di rafforzamento delle competenze del personale degli istituti autonomi e degli uffici periferici del MiC in materia di fundraising culturale. Il tema è emerso nel corso della VI edizione di “Più Fundraising Più Cultura”, il più importante programma gratuito in Italia dedicato alla raccolta fondi in ambito culturale, promosso da Scuola di Fundraising di Roma, Patrimonio Cultura Società Benefit e Associazione Fundraising Lab, il cui Main Event si è tenuto il 13 novembre presso le Corsie Sistine a Roma. L’incontro è stato ospitato nell’ambito di RO.ME Museum Exhibition (12-14 novembre 2025) e ha visto la presentazione di casi di successo e masterclass, oltre a un confronto con gli interlocutori istituzionali su come migliorare in qualità e quantità il fundraising per la cultura in Italia. IL PIANO MIC “Proprio in questi giorni, il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale sta avviando un importante progetto a livello nazionale, in collaborazione con Ales, destinato a rafforzare le capacità di fundraising dei nostri istituti autonomi, dei nostri luoghi della cultura, a livello nazionale”, ha spiegato ad AgenziaCULT Alessio De Cristofaro, direttore dell’Istituto Centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale del MiC, a margine dell’evento. Questo progetto “si articolerà in una serie di azioni studiate appositamente per i territori e per le esigenze e le caratteristiche dei nostri luoghi della cultura e si articolerà in tre linee di intervento. La prima è quella di rafforzare le capacità di fundraising attraverso un supporto centrale di specialisti della materia che aiuteranno i nostri uffici periferici nelle questioni amministrative, tecniche e anche di tipo legale e di organizzazione dello strumento”. La seconda “è una linea dedicata ai grandi attrattori, che servirà a creare progettualità innovative di fundraising, in cui si cercherà di mettere al sistema e di potenziare le capacità di raccolta fondi dell'Art Bonus, delle sponsorizzazioni, del crowdfunding e del mecenatismo liberale”. Infine, “la più importante per noi, un supporto ai musei di seconda fascia, soprattutto a quelli dislocati nelle aree interne e nelle periferie, ovvero tutti quegli istituti di cultura che per noi rappresentano delle presenze territoriali importanti per il recupero delle aree interne nell'ottica del ‘Piano Olivetti per la cultura’. Attraverso progetti pilota, questa terza linea andrà a rafforzare la capacità di raccogliere fondi per puntare all'equilibrio finanziario e all'investimento in servizi culturali di questa realtà”. LE COMPETENZE DI ALES “I risultati dell'Art Bonus dimostrano che con una buona attività di fundraising le istituzioni culturali pubbliche possono portare avanti una strategia di sostegno economico diversificata che quindi va a compensare anche i fondi pubblici”, ha commentato con AgenziaCULT Carolina Botti, Direttore Ales e Referente Art Bonus per il ministero della Cultura. Tuttavia, per fare tutto questo “è necessario anche sviluppare adeguate competenze per utilizzare al meglio tecniche e specializzazioni necessarie per essere efficaci. E’ per questo che Ales, anche in collaborazione con il ministero e con la Scuola di fundraising, sta sviluppando una serie di strumenti operativi di guida che possono essere di ausilio per poter utilizzare efficacemente il fundraising. Faremo delle pillole specifiche ad esempio riferite al mondo delle biblioteche ma anche nel mondo museale in generale stiamo ragionando per rafforzare il tema della formazione e dell'affiancamento”. PIÙ FUNDRAISING PIÙ CULTURA Soddisfazione per il piano di rafforzamento delle competenze rispetto al fundraising per gli istituti del MiC è stata espressa anche dagli organizzatori dell’evento a Roma. “E’ uno dei provvedimenti che ‘Più fundraising Più cultura’ aveva segnalato come necessario già nel 2021 - hanno commentato Massimo Coen Cagli della Scuola di Fundraising di Roma e Riccardo Tovaglieri di Patrimonio Cultura -. In tutte le indagini sui bisogni organizzativi delle istituzioni culturali il bisogno di fare fundraising e di avere personale preparato è sempre stato segnalato come una delle principali necessità. Auspichiamo che questo sia solo il primo passo nell’ottica di dare vita ad una serie di attività di formazione, ricerca e monitoraggio sul fundraising culturale che contribuisca sostanzialmente a rendere più sostenibili non solo i cosiddetti grandi attratto ma anche quello straordinario patrimonio culturale presente nei centri minori”.