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L'uomo in frac, protagonista della celebre canzone di Domenico Modugno "Vecchio frack", rappresenta una figura elegante e malinconica, ispirata al suicidio del principe Raimondo Lanza di Trabia (caduto da una finestra a Roma nel 1954). È un simbolo poetico di solitudine, dolore e disillusione, un aristocratico che vaga nella notte, spogliato di anima, trovando nell'abito formale la sua unica, triste identità prima di compiere un gesto estremo, trasfigurato dalla fantasia di Modugno in una metafora universale. Significato e simbolismo • Ispirazione reale: La canzone nasce da un fatto di cronaca nera, la morte del principe Lanza di Trabia, che si gettò dall'Hotel Eden. • Metafora della solitudine: L'uomo è un'anima persa, che si aggira per una città addormentata, incapace di provare emozioni, con un'eleganza esteriore che nasconde un vuoto interiore. • Eleganza e disfacimento: Il frac, simbolo di classe e formalità, diventa quasi un'estensione del suo corpo in disfacimento, un guscio vuoto (cilindro e gardenia galleggiano nel fiume) che rappresenta la sua vita. • Racconto metafisico: Modugno trasforma la cronaca in un racconto quasi onirico, dove il frac galleggiante è l'unico testimone del dramma, rendendo il brano un capolavoro di poesia e musica. In sintesi, l'uomo in frac è l'immagine poetica di un'aristocrazia decadente e di un uomo spezzato dal dolore, la cui elegante solitudine diventa universale grazie alla musica di Modugno. Il testo: È giunta mezzanotte Si spengono i rumori Si spegne anche l'insegna Di quell'ultimo caffè Le strade son deserte Deserte e silenziose Un'ultima carrozza Cigolando se ne va Il fiume scorre lento Frusciando sotto i ponti La luna splende in cielo Dorme tutta la città Solo va un vecchio frack Ha il cilindro per cappello Due diamanti per gemelli Un bastone di cristallo La gardenia nell'occhiello E sul candido gilet Un papillon Un papillon di seta blu S'avvicina lentamente Con incedere elegante Ha l'aspetto trasognato Malinconico ed assente Non si sa da dove viene Né dove va Di chi sarà Quel vecchio frack Bonne nuite, bonne nuite Bonne nuite, bonne nuite, buona notte Va dicendo ad ogni cosa Ai fanali illuminati Ad un gatto innamorato Che randagio se ne va È giunta ormai l'aurora Si spengono i fanali Si sveglia a poco a poco Tutta quanta la città La luna s'è incantata Sorpresa ed impallidita Pian piano scolorandosi nel cielo sparirà Sbadiglia una finestra Sul fiume silenzioso E nella luce bianca Galleggiando se ne van Un cilindro Un fiore e un frack Galleggiando dolcemente E lasciandosi cullare Se ne scende lentamente Sotto i ponti verso il mare Verso il mare se ne va Di chi sarà, di chi sarà Quel vecchio frack Adieu, adieu, adieu, adieu Addio al mondo Ai ricordi del passato Ad un sogno mai sognato Ad un abito da sposa Primo ed ultimo suo amor