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La guerra nel Golfo Persico continua a imperversare, producendo pesanti ripercussioni sul mercato mondiale dell’energia. Secondo un’inchiesta realizzata da «Politico» sulla base delle confidenze rese da una fonte vicina alla Casa Bianca, l’amministrazione Trump reputa di poter sostenere quattro settimane di alti prezzi del petrolio senza subire contraccolpi politicamente significativi. La stima dei collaboratori del presidente è andata rafforzandosi in seguito alla rapida discesa del prezzo del petrolio provocata dalle rassicurazioni fornite da Trump in merito all’imminente conclusione del conflitto. Nonché dalla diffusione della notizia circa il rilascio di 400 milioni di barili prelevati dalla riserve strategiche dei 32 Paesi membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, in un’ottica di compensazione alla strozzatura dal lato dell’offerta generata dall’instabilità nello Stretto di Hormuz. La discesa del prezzo del petrolio si è tuttavia rivelata più breve del previsto. Il Brent e il Wti sono tornati a salire vigorosamente, in conseguenza dell’incapacità della coalizione israelo-staunitense di piegare l’Iran, del drastico taglio alla produzione disposto da Paesi chiave come il Kuwait, dell’arresto degli impianti di produzione, degli attacchi contro infrastrutture di stoccaggio di idrocarburi e dei navigli che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz senza autorizzazione di Teheran, oltre che del possibile posizionamento di mine antinave nello Stretto di Hormuz. La Russia, in compenso, sta lucrando enormemente sulla situazione di caos venutasi a determinare nel Golfo Persico, approfittando degli alti prezzi e della disperata ricerca di fonti alternative da parte dei clienti. La tipologia di greggio Urals è attualmente scambiata a quotazioni superiori rispetto al Brent per la prima volta nella storia, proprio a causa del crollo drastico dell’offerta di petrolio mediorientale e delle mutevoli dinamiche commerciali asiatiche. Anche su fronte del gas si sono prodotte ricadute pesantissime, specialmente in seguito alla sospensione della produzione di Gas Naturale Liquefatto (Gnl) disposta da QatarEnergy lo scorso 2 marzo. I benchmark europeo e asiatico hanno registrato rincari vertiginosi che non sembrano destinati ad attenuarsi a breve, poiché il ripristino dei processi di liquefazione del gas ai ritmi raggiunti prima dell’interruzione richiede almeno quattro settimane. Ne parliamo assieme a Demostenes Floros, analista geopolitico ed economico, saggista e docente a contratto di geopolitica dell’energia presso l’Università di Padova. Dal 2019 è Senior Energy Economist presso il Centro Europa Ricerche (Cer). FONTI https://www.politico.com/news/2026/03... https://www.bbc.com/news/articles/cx2... https://oilprice.com/Latest-Energy-Ne... https://www.aljazeera.com/news/2026/3... https://www.reuters.com/business/ener... SOSTEGNO 👉 https://www.giacomogabellini.com/dona... Nella pagina trovi tutte le opzioni: bonifico, PayPal, Tipeee e GoFundMe. I MIEI LIBRI 👉 https://amzn.to/3S77B0s AVVISO IMPORTANTE: Questo video presenta una analisi puramente ipotetica e speculativa di possibili scenari riguardanti la situazione mediorientale, sulla base di fonti pubblicamente disponibili. Non deve pertanto essere interpretata come previsione certa di eventi futuri. Esprime inoltre il punto di vista esclusivo del soggetto intervistato, basato sulla sua lunga esperienza professionale. Secondo le analisi disponibili e le fonti citate, gli scenari discussi rappresentano possibili sviluppi della situazione, soggetti a variazioni. Per una comprensione completa, si invita a consultare multiple fonti autorevoli. Le analisi presentate si basano su fonti pubblicamente disponibili e rappresentano interpretazioni degli eventi, non verità assolute. Il contenuto è prodotto esclusivamente a scopo informativo e accademico, nel contesto di una analisi geopolitica, e non intende assolutamente promuovere alcuna ideologia o azione. AVVERTENZA: Questa analisi si basa su fonti verificate e documenti pubblici, presentando diverse prospettive sul caso in questione. Contiene discussioni su conflitti armati ma non dati militari classificati. Può pertanto non essere adatta a tutti gli spettatori. Discrezione dello spettatore consigliata. Le analisi presentate sono basate su proiezioni e interpretazioni di tendenze attuali. È importante considerare le diverse prospettive e mantenere un approccio obiettivo. Il sostegno economico viene utilizzato esclusivamente per la produzione di contenuti indipendenti e ricerca.