У нас вы можете посмотреть бесплатно La gastronomia a Cortina d’Ampezzo a febbraio 2026 или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
A Cortina d’Ampezzo, nel cuore pulsante di febbraio 2026, la gastronomia locale celebra l’unione perfetta tra l’antica eredità ladina e il prestigio internazionale dei Giochi Olimpici. Il re incontrastato delle tavole ampezzane è il casunziei all’ampezzana, una mezzaluna di pasta fresca sottile che racchiude un cuore dolce e terroso di barbabietola rossa e patate, servita rigorosamente con burro fuso d’alpeggio, una pioggia di semi di papavero e una grattugiata di formaggio stagionato. Accanto a questo primo iconico, spiccano i canederli, o knödel, proposti in questo periodo in varianti robuste per contrastare il freddo d’alta quota: non solo la versione classica allo speck, ma anche quella intensa al formaggio di malga o agli spinaci, spesso serviti in un brodo di carne limpido e bollente o conditi con burro nocciola. La selvaggina domina i secondi piatti, con il brasato di cervo o lo spezzatino di capriolo cotti lentamente nel vino rosso locale e accompagnati dalla polenta di Storo o dalle patate all’ampezzana, rosolate in padella con cipolla e speck croccante fino a ottenere una crosticina dorata. Tra i salumi, lo speck rimane il protagonista assoluto, caratterizzato da una stagionatura equilibrata che fonde la dolcezza della carne con una leggera nota affumicata di legno di faggio. I formaggi d’alpeggio, come il Puzzone di Moena o le produzioni locali della Cooperativa di Cortina, offrono sentori di erbe di montagna che si esaltano se accostati al miele di rododendro prodotto nelle valli circostanti. Il capitolo dolce si apre con la brazorà, la tradizionale focaccia intrecciata agli zuccherini, ideale per la colazione o la merenda dopo una giornata sulle piste. Non manca mai lo strudel di mele, con pasta tirata a mano, pinoli, uvetta e un profumo intenso di cannella, spesso arricchito da una salsa calda alla vaniglia. Febbraio è anche il mese delle frittelle di Carnevale, localmente chiamate nighele, servite calde e spolverate di zucchero a velo. Per concludere l’esperienza sensoriale, le grappe artigianali infuse con pino mugo, mirtilli neri o genziana offrono un finale balsamico e rinvigorente. L’artigianato locale si esprime attraverso la lavorazione del legno di cirmolo, apprezzato per il suo profumo rilassante, e i tessuti in lana cotta e loden, che quest’anno fondono il design tradizionale con linee contemporanee.