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Sandro Carnelos parla di Fernando Germani. Nato a Roma, bambino prodigio, a soli quattro anni si esibisce in pubblico suonando il violino ed il pianoforte. A otto anni inizia a studiare composizione con Ottorino Respighi e successivamente pianoforte e organo con Raffaele Manari. Non ancora quindicenne, diviene organista dell'Orchestra dell'Augusteo a Roma. Giovanissimo, avvia la sua carriera di concertista nel 1927 con una tournée negli Stati Uniti organizzata dalla Ambasciata americana a Roma, che gli procura ben presto una notevole fama internazionale. Dal 1931 al 1933 ricopre l'incarico di direttore del dipartimento di organo presso il Curtis Institute di Philadelphia. Nel 1934 diviene professore di organo presso il Conservatorio di Santa Cecilia fino al 1976. Nel 1939 fonda, insieme al conte Chigi, l'Accademia musicale Chigiana di Siena. Negli anni tra il 1948 e il 1959 svolse la mansione di organista presso la Basilica di San Pietro in Vaticano. Nel 1936 divenne anche membro dell'Organ Music Society. Ci furono divergenze con Luigi Ferdinando Tagliavini, altro celebre organista e organologo dell'epoca: secondo Tagliavini la musica per organo andava filologicamente eseguita solo su strumenti originali o su ricostruzioni di organi fedeli ai modelli relativi alla musica da eseguirsi. Subito dopo la Seconda guerra mondiale, nel 1945, fu il primo musicista italiano ad eseguire l'integrale per organo di Johann Sebastian Bach, seguita da quelle di Max Reger e Cesar Franck. L'elettricità necessaria per il funzionamento del grande organo della chiesa di S. Ignazio fu fornita dalla Marina militare americana. Ai concerti del ciclo fu permesso di assistere anche ai prigionieri tedeschi della guerra. Formulò una nuova tecnica per l'uso del pedale che rivoluzionò le possibilità esecutive nel campo organistico, principalmente sistematizzando i movimenti e dando al piede una posizione composta al pari delle mani. L'autorevolezza che gli era riconosciuta da tutti in campo organistico, gli valse l'incarico conferitogli dal Ministero di fissare i programmi ministeriali del corso di Organo e composizione organistica presso i conservatori di musica italiani, tuttora in vigore per quanto riguarda il vecchio ordinamento di durata decennale. Tra gli anni sessanta e settanta, Germani si esibì in alcune trasmissioni della neonata Rai che gli valsero una popolarità anche tra i non esperti del settore. Tra l' altro fui anche il progettista del grandioso organo Tamburini dell' Auditorium “Alessandro Scarlatti” del CPTV RAI di Napoli. Famoso fu il brano “Cantata per Venezia”, di Fabio Germani, che eseguì diverse volte durante le sue esibizioni. Morì nel 1998 a Roma, all'età di 92 anni, quasi dimenticato.