У нас вы можете посмотреть бесплатно giovedì 29 gennaio 2026: giornata spettacolare dopo la nevicata di mercoledì 28 или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
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Muoversi dopo una nevicata abbondante, non è semplice, comporta fatica, attenzione, precauzione e in particolare essere cosciente di ciò che si vuole fare. La mia idea era di andare alla Cima di Piazzo ben sapendo che avrei trovato difficoltà, non solo per la neve ma, anche per la lunghezza del tracciato che solo di andata è di ben 11 km. e qualcosina. In pratica non è una cosa da tutti. Dopo ben 2 ore e 30 minuti giungo ai Piani di Artavaggio e, vedo che vi è gente che sta già proseguendo per salire verso il rifugio Nicola: ad ora nessuno mi ha superato lungo il tragitto a parte le motoslitte dei gestori di rifugi. Procedo, il paesaggio è incantevole, la neve che ho visto anche sui sottili rami, nessun' altro riuscirà a vederla a causa del sole che già martella, è uno spettacolo di grande rarità. La salita al rifugio Nicola non è "morbida" nonostante la battuta della motoslitta: giunto alla struttura a quota 1870, procedo lasciandomi alle spalle i merenderos, coloro che salgono quassù senza ciaspole sapendo che vi è la battuta ma, ad ogni modo qualche sfondamento riescono a farlo. Oltre, con queste condizioni, solo coloro che hanno le ciaspole possono procedere (ma i dementi sono sempre alla ricerca dell'ospedale...) oltre alla conoscenza del territorio perché le insidie sono presenti proprio sotto la neve che le nasconde. Ad ora non vedo la traccia in alto, nel mentre incrocio un ciaspolatore (salito con la funivia) che torna e pare abbastanza provato: poco dopo vengo superato da 2 sci alpinisti. Una volta giunti nei pressi del canale ecco che a monte sbucano altri due sci alpinisti: sono loro i primi a tracciare il percorso, mentre io sono il primo ciaspolatore che apre la via a prossimi ciaspolatori allargando la traccia. Non è cosa facile, bisogna capire come muoversi e, solitamente è bene allargare a monte per evitare sfondamenti a valle, rischiando di scivolare. Voltandomi vedo che altra gente vedendoci, sono stimolati (più facilmente) ad affrontare questa salita (che fatta dall'arrivo della funivia è decisamente meno "dura"). Giunto in vetta uno dei sci alpinisti mi dice: "comodo trovare la battuta"...gli dico: tu da dove vieni, dalla funivia? Mi dice: Sì...gli rispondo: io dalla stanga, presumo di aver fatto km., dislivello e ore leggermente di più di coloro che prendono il mezzo di risalita. Allora, mi risponde: "complimenti!". Nel rientrare incrocio padre e figlio senza ciaspole e gli dico: ma voi pensate di salire in cima? No, no, ci fermiamo qui avanti...poi li vedo procedere. Circola gente che vuole farsi del male e non capisce una mazza: han fatto di quei buchi che superavano le ginocchia, figuriamoci salire il canalino con sassi, roccette e ponti di neve che li ricoprono... Nel procedere incontro un altro sci alpinista e gli dico di questi due: mi risponde che lui ha rinunciato nel dare consigli, di gente che pensa di fare cose nel modo stupido sono tante quindi aspettiamoci notizie da parte dei soccorsi. Poi procedo per pranzare al Casari e infine ritorno all'auto soddisfatto per ciò che sono riuscito a fare! https://teliportme.com/view/2532498?u...