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La Prefettura di Arezzo ha chiesto ai Comuni di avviare una ricognizione straordinaria dei locali di pubblico spettacolo presenti sul territorio. Tradotto: ha disposto nuovi controlli. La tragedia avvenuta lo scorso capodanno al locale "Le Constellation" di Crans Montana ha allertato le autorità, che ora vogliono garantire standard di sicurezza sempre più elevati. Nella settimana in cui in cui sono stati disposti i controlli abbiamo fatto un giro nei principali locali aretini adibiti al pubblico spettacolo. Una volta sul posto balza all’occhio la presenza massiccia di addetti alla sicurezza. Alcuni di loro indossano una casacca arancione, sono gli operatori incaricati all’evacuazione in caso di emergenza. Altri invece sono dotati di metal detector e conta-persone. Proseguendo l’ispezione notiamo che le varie uscite d’emergenza sono segnalate dagli appositi cartelli e libere da eventuali ostacoli. Dispositivi antincendio come rilevatori di fumo, estintori, allarmi e idranti sono sparsi nelle varie sale. A supporto dei temi e dei soggetti più delicati, gli operatori della DOG, un organizzazione no-profit che si occupa di prevenzione, educazione e supporto ai giovani. Nel nostro caso li abbiamo trovati impegnati nel sottoporre i giovani clienti all’alcool test. Argomento clou: le discoteche aretine hanno bandito le fiaccole come strumenti di scena. Al loro posto delle torce Led.Dalle informazioni in nostro possesso, i controlli non hanno rilevato criticità in ambito di sicurezza. La cassa di risonanza creata dalla tragedia di Crans Montana ha acceso i riflettori su un settore che coinvolge un gran numero di giovani e se mal gestito può rivelarsi fatale. I locali si dicono aperti e collaborativi anche a colloqui con le autorità, per garantire la sicurezza dei loro clienti. A questo punto la domanda sorge spontanea: è davvero più sicuro lasciare i ragazzi in giro per strada rispetto che mandarli nelle discoteche?