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I'm testing this pedal from the late 1970s before putting it up for sale. Per chi abita a Milano e dintorni, questo pedale è a disposizione per essere provato presso Jacaranda Liuteria Artigiana, in via Corsico 8. Naturalmente è possibile accordarsi per una eventuale spedizione. Strat - phaser - Fender Twin ---------------------------------------------------------------- Phase Travel: controls the depth/amplitude of the modulation (the size of the range in which the effect sweeps). Center: sets the position of the effect when the LFO is in the center position or controls the effect when the LFO is switched off Harmonic Emphasis: sets the amount of effected signal fed back into the effect (for a stronger effect) Auto/Foot: turns the modulation on/off -------------------------------------------------------------- Siamo nell’era della miniaturizzazione, in cui molti guardano pesi e ingombri prima ancora di godersi in pace la bellezza degli oggetti, la loro qualità costruttiva, l’estetica, o nel caso degli strumenti, il suono. Pensavo ancora una volta a questo atteggiamento quando Daniele Fierro mi ha mostrato il phaser Morley di fine anni ’70 arrivato da Jacaranda, e già immaginavo i commenti: “ma è enorme, chissà quanto pesa, non ci sta in pedaliera!”. Che palle, my friends. Io al contrario adoro questi oggetti retrò, figli di un’epoca gloriosa, e non vedevo l’ora di ascoltare il suono, perfettamente consapevole che si tratta di un pedale oggi destinato a essere usato in studio, a casa per propria goduria, da collezione, da tenere in bella vista come una memorabilia all’Hard Rock Cafè e attaccarlo all’ampli nei momenti creativi. Per la precisione, è un Morley Tel-Ray Pro Phaser, periodo ’77-78. Ha un interruttore ON/OFF che spegne completamente il pedale come fosse un ampli. Due switch di cui quello a destra è il classico on/off dell’effetto, mentre quello di sinistra ci permette di scegliere se la rotazione è automatica quindi andremo a regolare la velocità dal pedale come un Rotovibe, oppure la rotazione è disabilitata e useremo il pedale come una sorta di wah, enfatizzando le frequenze nella sweep del pedale. Le tre manopole stile cucina economica, sono così etichettate: Phase Travel, in pratica il controllo Depth. Harmonic Emphasis, quello che chiameremmo grezzamente Resonance Center, che determina quanto il segnale effettato sia spostato nel tempo rispetto al segnale originale, con il risultato di ascoltare sia la classica onda regolare del phaser che ci aspettiamo, sia un effetto più asimmetrico e pulsante che a me ricorda gli Univibe. Questa cosa è molto particolare. In un primo momento mi stavo perdendo, perchè i controlli possono dare regolazioni estreme sia come lentezza / velocità che come ampiezza, e spippolandoli un pò a caso per la fretta di sentire cosa esce mi hanno mandato in overdose di possibilità. Dopo qualche minuto di smarrimento mi è apparso più chiaro come impostare le manopole e mi sono accorto finalmente di quanto sia bello il suono. Non è uno di quei phaser che rende tutto nasale tagliando le frequenze sopra e sotto, anzi il fatto che il suono originale rimanga inalterato e gli venga aggiunto l’effetto mi ha comunicato quel senso di “liquido” e di tridimensione, con un suono retrò per me bellissimo e subito evocativo. Ha un carattere funky, psichedelico, lisergico anni ’70, c’è del potenziale creativo infinito nella quantità di regolazioni possibili. Funziona a 220v, con il suo cavo di alimentazione non staccabile, e dubito che possa clippare l’input come succede con il Phase90 MXR se gli mandi dentro un segnale forte. Nella parte posteriore non c’è un led, c’è un fanale rosso a gemma che fa coppia con quello del Fender Twin dentro il quale l’ho provato. Ho registrato malamente con il cellulare qualche frammento di prova mentre ascoltavo l’effetto, un pò per ricordo e un pò per riascoltarlo dopo con calma. Non è una demo ed è imbarazzante come buttavo le mani sulla chitarra, ma prendetelo per quello che è: una breve pausa relax rubata in un momento dove in laboratorio non c’erano amici e clienti, mentre smanettavo ancora un pò random. Il pedalone scintillante è in ottime condizioni, e per il momento fa la sua imperiale porca figura in vetrina. Venite a provarlo di persona, ogni tanto lo attacchiamo con amici che vengono a portare o ritirare le loro chitarre, di cui l’ultimo fanatico di Gilmour se ne è separato a fatica dopo mezzora di goduria, dicendo “Se torno a casa anche con questo è la volta che mia moglie chiede il divorzio”. Io non ho moglie, quindi confesso di essere parecchio a rischio con questo Morley. Nonostante le dimensioni, il peso, e il no non ci sta sulla Metro16, ho già il mini Phase95, ho profilato quello di mio cuggino. You’re warned.