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INSTAGRAM: / dm.amn le 7 meraviglie del mondo antico sono opere architettoniche e scultoree ritenute le più belle e straordinarie del mondo allora conosciuto. Le meraviglie si distinguevano in virtù delle loro gigantesche dimensioni, senza eguali per ricchezza, grandiosità e fama, ma anche perché costruite con tecniche ingegneristiche insuperabili. Le meraviglie sono: Piramide di Cheope a Giza (al-Gīzah, Egitto), Mausoleo di Alicarnasso (Bodrum, Turchia), Giardini pensili di Babilonia (area archeologica di Babilonia, Baghdad), Artemision di Efeso (area archeologica di Éphesos, Turchia), Colosso di Rodi (Rodi, Grecia), Statua di Zeus a Olimpia (Olimpia, Grecia), Faro di Alessandria (Alessandria d'Egitto, Egitto). In questa pillola vi racconto la storia del Colosso di Rodi e come si crea una statua in bronzo La cronologia del capolavoro di Chares è stata precisata con nuovi argomenti. Un'iscrizione rinvenuta a lasos ha provato che il sisma nel quale rovinò la statua accadde il 228 a.C. Indipendentemente da questa scoperta, la critica filologica aveva constatato che nella pagina pliniana sul C. la lezione LXVI è preferibile a LVI, dove sono indicati gli anni durante i quali il monumento era rimasto in piedi (Plin., Nat. hist., ΧΧΧIV, 41). Contando, come d'uso in antico, sia l'anno di partenza che quello d'arrivo, si risale al 293 a.C. per il completamento dell'opera. Poiché Plinio calcola dodici anni per l'esecuzione dei lavori, si raggiunge il 304 a.C. per l'inizio: la dedica avvenne dunque al momento stesso della liberazione di Rodi dall'assedio di Demetrio Poliorcete. Dal punto di vista iconografico, va considerata superata la ricostruzione del C. come una figura rigidamente verticale (Gabriel). Qualche interesse ha suscitato la proposta di utilizzare un rilievo in calcare del museo di Rodi, dove rimane il busto di un personaggio giovanile in atto di farsi schermo con la mano destra (Maryon). Il soggetto lascia comunque aperta la contraddizione tra il gesto e la natura luminosa del Sole, personificato dal Colosso. Inoltre lo schema è stato riconosciuto identico a quello che appare su di un rilievo in pietra tenera di Taranto, dove l’aposkopèuon non è certamente Helios. L'epigramma che esalta il. C. parla di una «splendente fiaccola (φέγγος) d'indomita libertà», che i Rodi avevano innalzato perché fosse vista non solo dal mare, ma dal continente: «ai discendenti da stirpe di Eracle è infatti patrio dominio in mare e in terra» (Anth. Graec., VI, 171). L'allusione alle pretese di Rodi sulla Perea, la penisola che fronteggia la città alla distanza di una decina di miglia, rende plausibile la notazione iconografica. La statua era alta 32 m, e aveva un basamento di eccezionale sviluppo, a giudicare dalla descrizione di Filone di Bisanzio. Inoltre, non era impiantata al livello del mare (come voleva la leggenda diffusa dai Crociati), poiché Strabone dice che nel crollo travolse alcuni edifici: dunque si trovava alle falde dell'acropoli (dove sono state rinvenute le iscrizioni relative al culto di «Halios»), se non addirittura sulla cresta di Monte Smith, dove resta la traccia di una platea di blocchi. In ogni caso, la fiamma sollevata dal C. toccava una quota sufficiente per essere scorta dalla costa asiatica: possiamo immaginarla dorata, come quella che sovrasta la Statua della Libertà a New York, ispirata appunto a quell'epigramma. L'immaginario del C. quale si diffuse in Occidente dopo le Crociate, presenta la statua in nudità eroica, il volto giovanile incorniciato da una mossa capigliatura, la faretra a tracolla, la fiamma sollevata con una mano, e un oggetto nell'altra che talora è uno scettro, potendo corrispondere all'arco che nella copia romana è tenuto con la sinistra. In particolare, la presenza dell'arma nell'originale è raccomandata dalla menzione del C. quale «immagine di Apollo» (Niceta Coniate, Septem miracula), e nell'insieme si ambienta con il modello di cui direttamente disponeva Chares: il Colosso di Zeus a Taranto, eseguito da Lisippo attorno al 311 a.C., alzava nella destra la folgore, e stringeva nella sinistra lo scettro, piantato al suolo. Così nel bronzo di Rodi l'arco poteva toccare terra (diversamente rispetto alla replica in marmo, dove conveniva farlo aderire alla figura), offrendo un opportuno appoggio al peso del braccio abbassato. IMMAGINI 1. ?. Rodi, Forte di San Nicola ?. Lisippo, Apoxyòmenos ?. Nerone ?. New York, Statua della Libertà VIDEO 1. Isola di Rodi, ripresa aerea MAPPE 1. Mar Mediterraneo orientale 2. Meraviglie del mondo antico, siti hashtag #allinone #7wondersoftheworld #archeology #7wondersofworld #rhodes #archeologia #ancienthistory #grecia #greece #storia #history #storiadellarte #curiosità