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koinè stilistica medioadriatica per capolavori del tardogotico, Fermo, Offida, Loreto Aprutino Giovanni di Ugolino da Milano, Missale de Firmonibus, Anno Domini MCCCCXXXVI Museo Diocesano di Fermo Ugolino di Vanne da Milano affreschi del catino absidale Chiesa Superiore, santa Maria della Rocca Offida (AP) Maestro di Loreto Aprutino (notizie XIV inizio XV sec) Il Gudizio Uiversale Santa Maria del Piano Loeto Aprutino (PE) (...) È fuor di dubbio che gli affreschi di Santa Maria della Rocca facciano a pieno titolo parte di una koinè stilistica medioadriatica che fonde temi stilistici autoctoni con modi linguistici provenienti dal Settentrione, nella fattispecie veneto. Numerosi sono gli esempi in tal senso e abbastanza indagati dalla letteratura specialistica25. Ma ciò realmente che caratterizza gli affreschi offidani è la capacità di elaborazione di linguaggi di diversa origine che trovano qui compiuta fusione in modi assolutamente originali. Tra questi linguaggi vi fu certamente quello parlato dai murali di Loreto Aprutino, giunto qui forse per conoscenza diretta dell’opera da parte del capobottega, che diresse l’impresa di Offida, o attraverso pittori che là avevano lavorato, sia pure in posizione subordinata. fuor di dubbio che gli affreschi di Santa Maria della Rocca facciano a pieno titolo parte di una koinè stilistica medioadriatica che fonde temi stilistici autoctoni con modi linguistici provenienti dal Settentrione, nella fattispecie veneto. Numerosi sono gli esempi in tal senso e abbastanza indagati dalla letteratura specialistica2 Ma ciò realmente che caratterizza gli affreschi offidani è la capacità di elaborazione di linguaggi di diversa origine che trovano qui compiuta fusione in modi assolutamente originali. Tra questi linguaggi vi fu certamente quello parlato dai murali di Loreto Aprutino, giunto qui forse per conoscenza diretta dell’opera da parte del capobottega, che diresse l’impresa di Offida, o attraverso pittori che là avevano lavorato, sia pure in posizione subordinata. Se dunque è lecito sostenere l’esistenza di comune background linguistico, si dovrà porre attenzione a non raggruppare opere tra loro diversamente caratterizzate sotto un’unica denominazione o in un unico gruppo; si dovranno invece individuare opere che siano realmente più vicine agli affreschi offidani e, in questo senso, un buon punto di partenza mi sembra la miniatura a piena pagina raffigurante la Madonna con il Bambino nel Missale de Firmonibus, conservato nel Tesoro del Duomo di Fermo. È questo uno straordinario manoscritto, illustrato da diversi miniatori, in fasi diverse: una ante 1421, anno della morte del committente Johannes de Firmonibus che nell’incipit viene ricordato come ancora vivente; l’altra collocabile nel 1436, secondo quanto affermato in un’iscrizione che correda la miniatura a c. 296v e che reca anche il nome del miniatore Giovanni di Ugolino da Milano La pagina raffigurante la Madonna con il Bambino mostra i due personaggi divini incorniciati da un’edicola la cui bizzarra ed elegante conformazione trova un parallelo – nel senso di una comune radice linguistica e non di una comune paternità – negli scranni dei Profeti a Santa Maria della Rocca; non è anche troppo dissimile dalla architettura dell’Oratorio dalla Santissima Annunziata a Riofreddo, come giustamente osservato da De Marchi, il quale riteneva anche che Giovanni di Ugolino si fosse formato nelle Marche e non nella natia Milano. Ancora una volta dunque sembrano confermarsi la vivacità della temperie pittorica tardogotica nel territorio ascolano e la necessità di affrontare la sua analisi con mente sgombra da tesi preconcette. (pp 337-338) Tomei, Alessandro. , Qualche precisazione sugli affreschi tardogotici in Santa Maria della Rocca a Offida (2013) - In: Civiltà urbana e committenze artistiche al tempo del maestro di Offida p. 327-352