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Appena arrivo mi viene incontro una bimba dagli occhi giganti. È il primo incontro all’Orfanotrofio San Nicolas delle Suore Francescane Figlie di Padre Pio, ad Allada, nel cuore della foresta equatoriale del Benin, dove il caldo umido sembra avere quasi una consistenza. Ho deciso di passare una notte con i ragazzi, per raccontare come vivono davvero. A settembre Enzo Palumbo e Sasha Agati erano già stati qui in visita. Avevano trovato una struttura con evidenti problemi sanitari: una cucina ridotta a un fuoco acceso nel cortile, bagni ricavati in baracche di lamiera. Grazie all’associazione Una Voce per Padre Pio e al contributo di alcuni benefattori, però, qualcosa ha iniziato a cambiare. Le cucine sono state ristrutturate e sono stati realizzati servizi interni adeguati, con lavandini e docce. Ho vissuto tante esperienze in Africa, ma l’incontro con i bambini di Allada è stato qualcosa di speciale. Ho ascoltato le loro storie, li ho guardati sorridere nonostante tutto. Ho trattenuto a stento le lacrime. Ho visto suor Cecile, sfinita, un supereroe vestito da suora, che non smette mai di proteggere e amare questi bambini. La bambina dagli occhi giganti che mi è venuta incontro all’arrivo si chiama Odette. La mamma è morta di parto e, nella cultura di alcuni villaggi, per lei non c’era più posto. Quando una neonata perde la madre, spesso viene uccisa. Odette, invece, ha avuto la fortuna di incrociare le suore. E così, nonostante mille difficoltà, oggi è viva. Come lei, questi bambini sono salvi. C’è ancora tanto da fare — il refettorio, i dormitori — ma il cammino è iniziato. È questo che voglio raccontarvi: quello che, per noi, è il vero senso del Natale.