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“Diciamo di votare no a questo referendum, perché questa riforma non risolve i problemi della giustizia. Nel nostro paese ci vogliono in media 900 giorni per avere una sentenza di primo grado in un processo penale. Non e’ da paese civile. Questi sono i problemi della giustizia, come la mancanza degli organici. Questa riforma non va ad incidere su questi problemi, ma sull’organismo, il CSM, che tutela l’indipendenza della magistratura”. Lo detto la deputata del Pd Simona Bonafè questa sera ad Arezzo, durante un incontro pubblico per approfondire i contenuti della riforma della giustizia in vista del referendum del 22 e 23 marzo. L’iniziativa, aperta alla cittadinanza, e’ stata organizzata dai Giovani Democratici della provincia di Arezzo. “E’ un referendum senza quorum perché è un referendum costituzionale - ha proseguito la Bonafe’ - stiamo parlando di una riforma costituzionale e proprio perché è una riforma costituzionale questo avrebbe suggerito, anche nei passaggi parlamentari, maggior coinvolgimento delle opposizioni che invece non c’è stato. Per la prima volta nella storia della Repubblica questa riforma così come esce dal Consiglio dei Ministri esce dal parlamento senza alcuna modifica”. A moderare l’incontro Silvia Mariottini, segretaria provinciale dei Giovani Democratici di Arezzo. “A noi non interessa – ha detto Mariottini – una magistratura condizionata dalla politica o dipendente dal governo. Ci interessa una giustizia più efficiente, più giusta e più vicina ai cittadini. Ed è proprio perché crediamo nella qualità della giustizia e nella tutela dei diritti che riteniamo questa riforma sbagliata”.