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Etiopia ed Eritrea osservate attraverso gli occhi di Overland. Questi viaggi si sono configurati come una serie di spedizioni documentaristiche promosse ed organizzate da Beppe Tenti e dal figlio Filippo. I documentari sono stati trasmessi a partire dal 1996 da RAI 1 , per un totale di oltre duecento puntate (replicate in più occasioni). Nella primavera del 1998, mentre in corso l’ennesimo conflitto tra l’Etiopia e l’Eritrea, il viaggio attraverso l’Etiopia e l’Eritrea. Così Beppe Tenti commenta l’ingresso nel territorio etiopico dopo la traversata del Kenya... “Dopo il Paradiso, l’Inferno. Ci dirigiamo verso Marsabit e Moyaqle per entrare in Etiopia. Non c’è una vera strada solo una pista. Non c’è traffico tra i due paesi. Nei giorni scorsi piogge torrenziali si sono riversate sull’altopiano etiopico e da lì l’acqua è scesa nella pianura del Kenia. Il terreno è tutto allagato, si viaggia con l’acqua al pavimento cabina. Però il terreno è duro e si va avanti. A sera ci fermiamo su un rialzo per fortuna all’asciutto. Camion impantanati. Quando finisce la zona allagata e pensiamo di essere in salvo, troviamo del terreno molle, ben 3 camion impantanati, solo uno sul buono. Un giorno intero a lavorare di cavi e verricelli per venirne fuori. La pista è veramente orribile. Prima di Moyale due camion impantanati bloccano la pista. Lunga trattativa per spostarli e poter passare e poi aiutare anche loro. Rimettiamo in sesto i nostri mezzi molto provati dalle brutte piste del Nord del Kenia e anche noi stessi. Finalmente siamo al confine a Moyale. Da qui ad Addis Abeba una strada asfaltata e veloce: regalo di noi italiani? Ci aspettano gli amici dell’Iveco e le nostre autorità diplomatiche. Addis Abeba per chi non la conosce è una sorpresa. Palazzi nello stile razionalista degli anni ’30, piazze, strade, viali alberati. Certamente nel breve periodo coloniale abbiamo dato più di quanto abbiamo preso e si capisce perché il Negus, di nuovo sul trono abbia detto: Nessuno tocchi gli italiani. Dopo una controllata ai camion nella officina Iveco, il 14 maggio i miei amici ripartono da Addis Abeba. Gondar, poi Axum, Asmara, Makallè, infine a Gibuti.”