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Il surf è un ballo collettivo di origine statunitense in voga negli anni ’60 con il ritmo simile a quello del rock and roll, i cui movimenti ricordano quelli eseguiti da chi pratica lo sport polinesiano del surfing. “If I had a hammer” traducibile in italiano “Se avessi un martello” è il titolo di una canzone musicata dal cantautore americano Pete Seeger su testo di Lee Hays datata 1949, ma depositata al copyright solo nel 1958. Il brano aveva una valenza prettamente politica essendo stata composta a sostegno del movimento progressista d’America. Può considerarsi uno dei primi brani di protesta, di pacifismo e di contestazione contro la discriminazione razziale, venendo persino eseguita nel 1963 durante la marcia per il lavoro e la libertà che si tenne a Washington durante il discorso tenuto dal reverendo Martin Luther King, quando pronunciò la storica allocuzione: I have a dream! (Ho un sogno!). Il testo consta di 4 strofe in cui l’autore si domanda cosa potrebbe fare se solo disponesse di un martello. Il brano fu registrato per la prima volta dal quartetto folk musicale: “The weavers”, non riscuotendo alcun successo. Nel 1963 la canzone fu incisa da Trini Lopez che ne fece un suo “cavallo di battaglia” raggiungendo il 1° posto della “Top chart” in 36 paesi e piazzandosi al 3° posto nelle classifiche dei dischi più venduti degli Stati Uniti. In Italia il brano fu portato al successo nel 1964 da un astro nascente della musica leggera: Rita Pavone, che ne incise una versione a tempo di surf, su testo di Sergio Bardotti dal titolo: “Datemi un martello”, che non trattava affatto di politica bensì di problematiche giovanili, in cui Rita chiedeva un martello per darlo in testa a chi non le andava a genio.