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"Siam del popolo gli arditi" - Canzoniere Internazionale Brano composto da Leoncarlo Settimelli riprendendo solo parzialmente alcune strofe dell'antico canto originale di cui sono andati purtroppo persi sia testo che nome dell'autore. Nel tumultuoso periodo seguente la Prima Guerra Mondiale gli Arditi del Popolo costituivano nei luoghi di lavoro e sul territorio le uniche formazioni strutturalmente in grado di opporsi alla violenza del dilagante terrorismo squadrista. Generati spontaneamente dal grembo stesso della volontà popolare essi acquisirono ben presto coscienza del proprio ruolo e consistenza tale da essere in grado di svolgere appieno il compito antagonista cui erano destinati. La loro solida realtà combattente venne però delegittimata e dispersa dall'ottusa decisione dei vertici del variegato fronte di partiti politici aderenti all'opposizione democratica di frammentare la lotta contro il nascente regime in tanti piccoli rivoli, minandone così forza ideale, capacità reattiva ed azione propositiva; una scelta colpevole e sciagurata che condannò l'Italia inerme al tragico ventennio in camicia nera. Gli Arditi del Popolo, appoggiati ufficialmente e sostenuti concretamente dal solo movimento libertario, specie l'UAI (Unione Anarchica Italiana) che ne alimentava base militante e quadri dirigenti, pagheranno in prima persona lo scotto dell'isolamento con la sconfitta sul campo e la inevitabile repressione, per poi risorgere nei giorni del riscatto con la lotta di Resistenza e la rivincita finale della Liberazione. Ma ancor prima che tutto ciò accadesse il Loro eroismo troverà tempo e modo di scrivere una delle pagine più belle nella storia della libertà del nostro popolo. A Parma nell'Agosto del '22, fra le povere case e gli stretti vicoli dell'Oltretorrente, un pugno di donne ed uomini degni d'essere chiamati tali, prese letteralmente a calci in culo un esercito di 20.000 squadristi, capitanati dai gerarchi Farinacci e Balbo, costringendoli alla resa e alla più vergognosa delle fughe. Un'estate di tanti anni fà sul selciato rovente nelle crepe dei muri lungo gli argini del fiume ovunque fu' versato quel sangue ribelle lì giaccia in eterno insieme alla nostra memoria riconoscente.