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Bel giro con i cavalli intorno le piramidi......fantastico..... La piana di Giza è la base di roccia dove sorgono le famosi Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, giunte al quinto millennio dalla costruzione in uno dei complessi archeologi più visitati e fotografati del pianeta con la città del Cairo arrivata di fronte alla Sfinge. Per arrivare a Giza, una località imperdibile per chi va in Egitto, bisogna transitare nella Sharia El-Ahram una strada piena di traffico a 4 corsie per spostarsi sul lato opposto alla Sfinge per l'ingresso dalla zona più elevata con una vista panoramica delle tre piramidi e delle necropoli. E' meglio recarsi sul posto prima dell'apertura al mattino per poter accedere alla visita della piramide di Cheope che ha un numero limitato di visitatori al giorno e le piramidi sono visitabili ma una sola al giorno. La piramide che abbiamo visitato è quella costruita oltre 4500 anni fa da Cheope, secondo sovrano della IV Dinastia, ha una base di 5,3 ettari, le facce sono inclinate di 51°52', alta 138 metri -altezza in origine 146,7 m-, poco oltre 230 metri di lunghezza dei lati della base con differenze minime di 20 cm, con gli angoli ad apertura quasi perfetta a 90°: la più grande piramide mai costruita. Era rivestita in granito bianco poi usato da molto tempo negli edifici al Cairo ed è stato asportato anche il rivestimento coperto d'oro in cima con il quale l'altezza sarebbe aumentata di 9,4 m. Le pietre usate per la costruzione sono oltre 2.300.000, una pietra peso medio di 2,5 tonn., alcune fino a 15 tonn. ed un particolare interessante la base di ogni lato è allineato ai 4 punti cardinali. L’ingresso dell'apertura per il corridoio discendente è sul lato nord a 16,8 m d’altezza; noi entriamo dall'ingresso più in basso aperto dal califfo al-Ma’mun nel IX° secolo.Il corridoio è molto basso con scalini e una ringhiera di legno per lato per aiutarsi dato che è stretto fino al punto di inizio del corridoio ascendente anche questo stretto e alto poco oltre 1 m lungo diverse decine di metri e arriviamo alla Grande Galleria dove finalmente non rimaniamo più chinati: lunga 47 m ed alta 8,5 m è stupenda questa Grande scala, arriviamo all'anticamera che ci introduce con un piccolo ingresso alla Camera del Re, al centro della piramide, che un tempo era chiusa da blocchi di granito: una grande camera rettangolare lunga 10,4 m, larga 5,2 m e alta 5,8 m in granito rosa con un soffitto liscio e all'interno il sarcofago vuoto, più grande della stretta porta d'accesso, visibile per una debole luce anche un egiziano ad accogliere i visitatori. Sulle pareti della camera sono presenti stretti condotti di aerazione che arrivano alle corrispondenti facciate esterne della piramide. Dopo una breve sosta ritorniamo sullo stesso percorso con più attenzione dato che il tratto discendente di ritorno è maggiore rispetto all'andata. Le piramidi delle Regine, sempre sul lato est della piramide, sono attribuite a Hetepheres quella a nord, a Meritetis quella centrale, a Henutsen quella a sud. Due Fosse per le Barche Solari si trovano a est della piramide ed altre due sul lato sud. Scoperta nel 1954 da una di queste è stata estratta la Barca Solare lunga oltre 43 metri completamente smontata in oltre 1.200 pezzi ora esposta nel Museo costruito vicino al lato sud della piramide. La Sfinge che si può ammirare da vicino di lato salendo sul tempio in valle di Chefren usato come terrazza per rimanere in trance davanti alla più grande statua monolito del mondo alta 20m., larga 6 m. e lunga oltre 70 m. con la testa di 4 m. La Sfinge - in arabo Abu el Hol Il padre del terrore- con il corpo di leone seduto e la testa dal volto umano con barba non più presente con resti conservati in parte al British Museum in Londra con le zampe anteriori costruite a parte. Le uniche informazioni certe sono riportate nella Stele del Sogno ritrovata fra le zampe della Sfinge: a Thutmose IV, XVIII Dinastia, addormentato sotto di essa apparve in sogno Harmakhis promettendogli in cambio della liberazione dalla sabbia il regno -la Sfinge era stata messa a guardia della necropoli di Giza ed equiparata ad Harmakhis-, cosa che fece: tolse la sabbia e costruì intorno un muro di mattoni a protezione guadagnandosi il Regno. La costruzione invece venne attribuita alla IV dinastia - Chefren - dopo questo ritrovamento con datazione non oltre 2600-2700 a.C. ma nessun test può indicare una data e non ci sono documentazioni.