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Nella giornata internazionale di solidarietà al popolo palestinese, che quest’anno più che mai deve far sentire la nostra voce e la nostra vicinanza, abbiamo intervistato la professoressa Donatella Della Porta (docente di sociologia all’istituto universitario europeo di Firenze) advisory board di COSPE e autrice, tra gli altri, del libro “Guerra all'antisemitismo? Il panico morale come strumento di repressione politica”. Un’analisi lucida e spietata dei meccanismi che dal 7 ottobre e dall’invasione della Striscia in poi hanno portato istituzioni e mass media occidentali a prendere di mira artisti, attivisti, intellettuali e studenti solidali con la Palestina, ebrei compresi, con accuse di antisemitismo che hanno innescato, specialmente in Germania (focus dello studio di Della Porta) , una fuorviante "guerra all'antisemitismo" che criminalizza di fatto le critiche a Israele. Pur riconoscendo episodi di antisemitismo legati all'estrema destra, tale "guerra" è stata sfruttata per promuovere una narrativa razzista a difesa dei presunti valori dell'Occidente. A guidare questi meccanismi che dalla Germania stanno prendendo piede negli stati a governo di estrema destra, come Austria e Olanda, e che senza dubbio stanno arrivando anche in Italia, c’è il cosiddetto panico morale. Nella sua intervista ci spiega di cosa si tratta, come riconoscerlo e anche che cosa possiamo fare per uscire da questa narrativa distorta. Al centro Donatella della Porta mette il lavoro delle ong, delle organizzazioni internazionali e del diritto internazionale, la cui ultima manifestazione, il mandato di arresto spiccato dalla corte penale internazionale verso Netanyahu e Gallant, accende qualche flebile speranza perché le leggi sovranazionali si affermino contro la scelleratezza dei singoli stati o dei singoli capi di stato. E a noi, come ong internazionale che da anni lavora in Palestina, a Gaza e in Libano riconosce un ruolo e una responsabilità importante che cercheremo di onorare sempre con l’impegno per costruire percorsi di pace, il lavoro sul terreno a fianco di queste popolazioni afflitte da guerre e ingiustizie e la incessante richiesta di soluzioni pacifiche e giuste.