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Di origine medievale, è documentato per la prima volta nel 1309. Dopo essere stato feudo dei Sanseverino e in seguito proprietà del demanio regio, nel 1427 venne assegnato come baronia a Cirillo Dal Verme, nel 1496 fu assegnato al conte Giovanni Carafa, ma torno ai Dal Verme. Nel 1561 Muzio Dal Verme denunziò la morte del padre che aveva Alfano in feudo. Nel 1566 G. Battista Carrofa, conte di Policastro, rinunziò alla lite mossa contro di lui da Muzio Del Verme, circa la giurisdizione di Alfano che venne confermata ai Dal Verme. Nel 1588 Alfano fu acquistata da Paolo Brancaccio. Dal 1619 il feudo passò ai Bernalla che lo possedettero quasi ininterrottamente fino al XVIII secolo. Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Laurito, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Laurito, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania. Il progetto ''Mi guardo dietro e vedo il CIlento'' intende mostrare, attraverso una mirata campagna di marketing territoriale, le meraviglie nascoste e dimenticate del territorio Cilentano, al fine di incrementare un turismo ecosostenibile che non viva il luogo solo nella sua parte costiera, ben conosciuta e anzi sovraffollata in estate, contribuendo alla destagionalizzazione dei flussi turistici, invitando a visitare questi luoghi anche nei mesi in cui non c'è una vera e propria affluenza turistica. Lo spopolamento dei territori in questione genera, oltre ai problemi logistici e gestionali nelle grandi città vicine, anche un allontanamento da tradizioni ed identità che rappresentano il principale bagaglio culturale da valorizzare.