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Questo video lo dedico al grande M° Arturo Melocchi, non solo per la stima ch’io nutro nei suoi confronti ma anche per difendere il suo famoso metodo dalle tante bugie che circolano nel web. Presto sarà pubblicato un video molto interessante in cui spiegherò in modo più dettagliato il caso “Melocchi” perché ormai lo si può chiamare così, affinché il caso venga risolto e chiuso definitivamente. Delle numerose caratteristiche del suo metodo, abbiamo principalmente quella dell’abbassamento della laringe per mezzo di vocalizzi molto particolari, un vero e proprio allenamento che richiede costanza e sacrifici. Già con questo si possono tranquillamente smontare tutte le bugie che vengono pubblicate quotidianamente sui diversi social e cioè che la laringe si abbassa semplicemente rilassando i muscoli ed una buona respirazione, ecco, fosse così facile canterebbero tutti bene appoggiati invece che strozzati all’insù tra naso e occhi lucidi. Passiamo all’apertura della bocca, il M° Melocchi insegnava il suono “aspirato”, invece di “pensare” di buttar fuori la voce, cercare invece, con l’aiuto costante del diaframma, di tenerla, di domarla e farla uscire in una sola linea, concentrata e verticale, ecco che subentra la posizione della bocca, dopo tutta la spiegazione sul suono aspirato, come può venire in mente a chi insegna, di consigliare allo studente di spalancare la bocca, larga e aperta ai lati in modo orizzontale, esattamente all’opposto di quello che pretende il Metodo Melocchi. Cari maestri, insegnate pure, tutto ciò che volete, siamo in piena libertà ma nel vostro insegnamento non mettete il nome del M° Melocchi, vi prego, per rispetto ad un grande, chiamatelo Metodo Farlocchi, Pinocchi, Borlotti, ma non Melocchi, suvvìa! Ora lasciamo stare il mio dire, il mio sfogo, d’accordo, ma diamine, ci sono registrazioni stupende che dicono tutto, chiarissime, in cui si può capire perfettamente la verità dei fatti, ascoltate “Come un bel dì di Maggio” cantata da Mario del Monaco (Studio recording 1952), la vocale “A” è praticamente una “O” e la vocale “È” non è aperta ma diventa una “EU” francese, tutto è raccolto pensando alla vocale “U”, tutto è concentrato, non esistono suoni aperti e sguaiati, mai. Mascella inferiore sempre giù, mai portarla avanti come ho visto fare da diversi insegnanti, Melocchi era celebre proprio per questo, tant’è che faceva premere la mascella con le dita della mano per evitare uno spostamento in avanti, la mascella deve retrocedere, non si discute, fa parte del metodo Melocchi. Se ascoltiamo Gianfranco Cecchele idem, ogni suono è al posto giusto, raccolto, fondo, massima profondità con la massima altezza, verticale, più si sale e più si tscende. “Amore ti vieta” registrata da Franco Corelli negli anni melocchiani, sentirete che già la seconda nota (un MI naturale) lo gira e lo copre subito, questo è il metodo Melocchi! Altra caratteristica è il portamento, e Corelli lo fa sentire più di altri, il portamento dalla nota bassa all’acuto come il salto del finale di “Recondita armonia” RE - SIЬ, (Tosca sei tu), Corelli si appoggia al RE centrale e poi sale con un grande portamento usando il famoso “sbadiglio” quindi aspira, aspirando si apre la gola al massimo, la laringe finisce quasi sullo sterno e il SIЬ è grande, parte dalla cavità dello stomaco e quindi porta su un peso notevole, questo rende grande la voce, le sole frequenze alte, il famoso squillo, se non è accompagnato dal corpo vocale non serve a niente, la voce squillante nasale fa effetto in aula, in piccoli spazi, ma nelle grandi sale al pubblico arriva a malapena una vocetta debole, quando arriva. Melocchi faceva il paragone con il suono fastidioso di un campanellino che ti suona vicino, non ha corpo, ha solo squillo e da vicino è irritante per le nostre orecchie, se però ti allontani, quelle acute frequenze si perdono nell’aria. Cosa che non avviene invece con le grandi campane che possiamo sentire nei paesi, le onde sonore sono molto basse, frequenze lente che però viaggiando basse corrono e quelle campane le sentiamo anche ad 1 km. La voce è la stessa cosa, le frequenze del corpo, chi usa la voce partendo dalle viscere, come facevano tutti i più grandi, fanno sì che le onde sonore siano anche “sotto i piedi” e che queste corrono sul palcoscenico verso il pubblico, il tutto assieme alla parte alta ovviamente, ma una parte alta non cercata ma raggiunta autonomamente dal basso. Lo spiegherò forse meglio in un video tra pochi giorni ma ricordate, cercate di non usare il nome di un grande Maestro se quello che insegnate è esattamente il contrario, abbiate un briciolo di rispetto. Un forte abbraccio a tutti! G.R. #arturomelocchi #vocalcoach #giovanniribichesu #tenore #opera #masterclass #marcellodelmonaco #mariodelmonaco