У нас вы можете посмотреть бесплатно "Il paradiso come comunione dei santi" || Padre Serafino Tognetti или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
Если кнопки скачивания не
загрузились
НАЖМИТЕ ЗДЕСЬ или обновите страницу
Если возникают проблемы со скачиванием видео, пожалуйста напишите в поддержку по адресу внизу
страницы.
Спасибо за использование сервиса ClipSaver.ru
La risurrezione dei nostri corpi trova il suo fondamento nella risurrezione di Cristo: senza di essa, come ricorda san Paolo, la fede sarebbe vana. L’Eucaristia è presentata come anticipo reale di questa trasformazione: nella comunione non assumiamo “carne biologica”, ma il Corpo glorificato del Risorto, e così partecipiamo già alla sua vita (“zoē”) secondo la promessa giovannea. Ne segue una distinzione: una “prima risurrezione” sacramentale (la vita di grazia, alimentata dall’Eucaristia) e una “seconda risurrezione” escatologica, quando al giudizio universale l’anima riassumerà il proprio corpo. Il Catechismo sottolinea che il “come” della risurrezione supera l’immaginazione e si conosce nella fede; tuttavia l’Eucaristia fa pregustare la trasfigurazione e pone nel corpo “il germe” della risurrezione. Entrando nel tema del corpo glorioso, la riflessione si appoggia soprattutto a san Tommaso d’Aquino: il risorto conserverà la propria identità personale (niente reincarnazione), la propria qualità sessuata, l’integrità del corpo e una perfezione della natura umana. Ai doni propri del corpo glorioso Tommaso attribuisce impassibilità (assenza di sofferenza e corruzione), “sottigliezza” (trasparenza e piena comunicabilità), agilità (perfetta obbedienza del corpo allo spirito), chiarezza (luminosità come segno della gloria). Infine, la vita eterna viene interpretata non come noiosa staticità, ma come compimento della comunione: il paradiso è descritto come unità definitiva del genere umano in Cristo, in una reciprocità senza peccato né menzogna. La visione beatifica appare come sorgente inesauribile di gioia e pace, in cui la “comunione dei santi” diventa forma piena dell’amore: conoscere ed essere conosciuti nella verità, senza concupiscenza, in una libertà finalmente pacificata.