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Corteo a Roma contro il Ddl Bongiorno: "Senza consenso è sempre stupro" Le voci dalla piazza: "Passare a 'dissenso' fa cadere peso della violenza su vittima" Politica (Roma). Migliaia di persone si sono ritrovate nel pomeriggio di sabato 28 febbraio nelle strade di Roma per protestare contro il Ddl Bongiorno. Il corteo, organizzato dal basso e che ha coinvolto Centri Anti-violenza, collettivi femministi e associazioni studentesche, ha ribadito la propria contrarietà alla modifica proposta dalla senatrice leghista, Giulia Bongiorno, al testo sul consenso che era stato approvato all'unanimità alla Camera dei Deputati, frutto anche di un accordo tra Giorgia Meloni e l'opposizione. "Dire 'senza consenso è stupro', e dall'altro lato 'senza dissenso è stupro', sono due cose completamente diverse. Mettere al centro il dissenso significa credere che i corpi delle donne e delle soggettività siano a disposizione degli uomini, e che l'uomo può fare quello che vuole finché non si esprime il proprio dissenso. Ma sappiamo che il dissenso talvolta è una cosa difficile da esprimere, perché subentrano varie motivazioni, come la paura di essere uccise." Spiegano alcune manifestanti. "La piazza di oggi è per fermare questa modifica alla legge 66 del 1996 che ha istituito il reato di violenza sessuale. Questo ddl ci porta indietro a livello normativo e a livello simbolico. Dire che le vittime di violenza sessuale deve esprimere il proprio dissenso sottraendosi vuol dire far ricadere sulle vittime la responsabilità della subita violenza. Questo Governo è oscurantista e di origini patriarcali, che vuole limitare la libertà di tutte e di tutti." Presenti anche partiti e senatrici dell'opposizione, con esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, che hanno specificato di essere in piazza per supportare le realtà organizzatrici. (Nicolò Morocutti/alanews) Trascrizione generata automaticamente devi portarci ad essere vittime fragili più che cosa sottomessi alle autorità degli uomini e Di dov'è il diritto penale viene scelto come positivo per la portare l'ordine patriarcale dire senza consenso e stupro e dall'altro lato dire con il dissenso e stupro Sono due cose completamente diverse mettere al centro il dissenso significa credere che i corpi delle donne e delle soggettività siano a disposizione degli uomini e quindi significa che l'uomo può fare quello che vuole finché non si esprime un dissenso Ma noi sappiamo che il dissenso molto spesso è difficilissimo la paura di essere uccise ed è una paura molto reale la piazza di oggi è per fermare questa modifica alla legge 66 del 1970 96 carristi della violenza sessuale perché questo ddl ci porta indietro a livello normativo e a livello simbolico dire che le persone che subiscono un'aggressione devono a fermare il No in modo chiaro ribellandosi anche scappando o picchiando l'aggressore vuol dire far ricadere la responsabilità della subito violenza sulla vittima viviamo in una mente in un governo cura zitta le origini patriarcale che ci vuole far tornare indietro limitare i diritti inviolabili la libertà di tutto e di tutti