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Qual è l’ultima volta che hai spedito una cartolina? Un tempo se ne scrivevano tantissime. Si iniziò a farlo più di 150 anni fa. Esattamente il 1° ottobre 1869 nell’impero austroungarico. La prima cartolina era un semplice cartoncino bianco, che serviva più che altro a ridurre i costi della corrispondenza, per chi non poteva permettersi di inviare intere lettere, perché non sapeva scrivere, ma anche per risparmiare tempo. Solo più tardi le cartoline diventarono illustrate. Prima con disegni e poi con foto. Negli anni 60 del ‘900, durante il boom economico, le cartoline si diffusero ancora di più. Tutti le scrivevano e molti le producevano. Non solo editori veri, ma anche albergatori e titolari di tabaccherie, come Elsa Telò a Mulazzo. Negli ultimi vent’anni l’abitudine di scrivere cartoline è andata scomparendo, anche se oggi con il fenomeno del postcrossing, che permette di mandare e ricevere posta a sorpresa da persone “a caso” in giro per il mondo, c’è un rinnovato interesse. Nel frattempo il 97 % degli italiani usa whatsapp e nel mondo più di 100 miliardi di messaggi vengono inviati ogni giorno. Senza contare le foto che vengono scattate in continuazione con i 4 miliardi di smartphone presenti nel pianeta. Ma cosa rimarrà di tutto questo fra cent’anni. Sarà ancora possibile vedere i nostri messaggi, che viaggiano, ma anche scompaiono alla velocità della luce, così come noi vediamo queste cartoline? Eccone una che resiste da quasi un secolo. Partì da Mulazzo, il 25 agosto del 1930, per arrivare diversi giorni dopo in un paese ancora più piccolo della Calabria. Carta manent, verrebbe da dire.