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Vittorio Gallese è uno dei più importanti neuroscienziati italiani contemporanei. Professore ordinario all’Università di Parma, è noto a livello internazionale per il suo contributo alla scoperta dei neuroni specchio e per aver rivoluzionato il modo in cui comprendiamo azione, percezione, emozione ed empatia. Le sue ricerche hanno inciso profondamente sulle neuroscienze cognitive, sulla filosofia della mente e sul dialogo tra scienza e scienze umane. In questo intervento Gallese affronta una delle convinzioni più radicate della cultura occidentale: la separazione tra mente e corpo. Attraverso dati neuroscientifici, esempi sperimentali e riflessioni teoriche, mostra perché il dualismo mente-corpo non è solo filosoficamente fragile, ma scientificamente insostenibile. Il cuore del discorso è semplice e radicale: senza corpo non c’è intelligenza. Emozioni, comprensione dell’altro, linguaggio, immaginazione e persino il pensiero astratto emergono da meccanismi incarnati, basati su sistemi neurali che integrano percezione e azione. La mente non è un software che gira su un hardware biologico: è il risultato dinamico dell’interazione tra cervello, corpo e ambiente. Gallese smonta due modelli dominanti delle scienze cognitive: il modello “a sandwich”, che separa percezione, cognizione e azione; il modello modulare “a coltellino svizzero”, che immagina la mente come un insieme di moduli isolati. Al loro posto propone una visione fondata sulla riutilizzazione neuronale ed evolutiva: le stesse strutture cerebrali nate per l’azione vengono riutilizzate per linguaggio, empatia, immaginazione e comprensione sociale. Non moduli chiusi, ma reti flessibili e sovrapposte. Il video è rivolto a: appassionati di neuroscienze e filosofia della mente insegnanti, educatori, psicologi chi è interessato a coscienza, empatia, intelligenza artificiale chi vuole superare semplificazioni riduzioniste sul cervello umano Guardandolo scoprirai: perché l’empatia non è un valore morale, ma un meccanismo neurobiologico come il cervello comprende gli altri simulando le loro azioni perché localizzare funzioni complesse in “centri” cerebrali è un errore in che senso linguaggio e pensiero nascono dall’azione Le domande che attraversano l’intervento sono profonde e attuali: Che cos’è davvero la mente? Come comprendiamo l’altro? Perché il cervello non funziona a compartimenti stagni? Quali errori continuiamo a ripetere quando parliamo di intelligenza? Questo video non offre risposte consolatorie. Offre qualcosa di meglio: un cambio di paradigma. 👉 Se pensi che la mente sia “nella testa”, questo intervento ti costringerà a rivedere tutto. ⏱️ CAPITOLI / TIMESTAMP 00:00 – La nascita immatura dell’uomo e l’origine della socialità 01:00 – Emozioni: non nascono dentro, emergono dal corpo 01:45 – Le basi neurali della gioia e della risonanza emotiva 03:30 – Empatia e riutilizzazione neuronale 05:10 – Il mito della mente modulare “a coltellino svizzero” 07:00 – Perché la teoria della mente non è l’unica spiegazione 09:00 – Simulazione, comportamento e comprensione dell’altro 10:45 – Jerry Fodor e il problema della modularità 12:30 – Exaptation: come l’evoluzione riusa il cervello 14:10 – Linguaggio e azione: le stesse reti neurali 15:40 – Il fallimento della localizzazione rigida delle funzioni 17:00 – Frenologia ieri, neuro-mappe ingenue oggi 18:30 – Il cervello non è semplice. Ma nemmeno quello che crediamo 19:00 – Domande finali: empatia, fusione, coscienza 🧩 CHIUSURA Se la mente non è separata dal corpo, allora non possiamo più pensare l’umano come una macchina che ragiona. La vera domanda diventa: siamo pronti ad accettare ciò che la neuroscienza ci sta già dicendo?