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Soragna è un comune italiano di 4.819 abitanti della provincia di Parma Le origini di Soragna risalgono all'epoca longobarda: nel 712 è citata per la prima volta in un documento del re Liutprando. Dal 1198 fu in possesso della famiglia Lupi, mentre la vicina Castellina fu in possesso della famiglia dei Pallavicino. Feudo imperiale, nel 1347 divenne marchesato (titolo conferito dall'imperatore Carlo IV al suo fedele cavaliere Bonifacio Lupi e dal 1709 fu principato, con il diritto di battere moneta (titolo conferito dall'imperatore Giuseppe I) alla famiglia Meli-Lupi (erede dal XVI secolo dei Lupi). Il 18 marzo 1945 Soragna fu teatro di quello che viene ricordato come l'Eccidio di Soragna, ovvero della rappresaglia disposta dal Comando Provinciale di Parma delle Brigate Nere e la relativa fucilazione di cinque partigiani delle Squadre di Azione Patriottica, come ritorsione per l'uccisione di un loro militare ed il ferimento di altri tre. L'esecuzione venne effettuata nel viale Verdi, antistante il muro di cinta della rocca dei principi Meli-Lupi, dove oggi vi è un monumento a ricordo. Al nucleo più antico del borgo si affiancò nel XVIII secolo una parte nuova incentrata intorno ad una piazza circondata da portici, su cui si affaccia il coevo Palazzo Municipale. La chiesa di San Giacomo del 1755, elevata a santuario della Sacra Famiglia nel 1939, custodisce un gruppo statuario del Cristo morto, opera di Alvise da Cà del 1708, e un organo del 1814 costruito dai fratelli Serassi.[3] In paese sorge anche la chiesa della Beata Vergine del Carmine, nota anche come oratorio di San Rocco, eretta con l'annesso convento dei Carmelitani nel 1661, per volere del marchese Diofebo III Meli Lupi.[4] Sulla piazza principale si trova inoltre l'oratorio di Sant'Antonio da Padova, che, decorato con stucchi barocchi, fu progettato dall'architetto Francesco Galli da Bibbiena nel 1696.[5] Nel 1855 fu costruita la Sinagoga, detta "Casa Grande degli ebrei", in stile neoclassico con l'adiacente scuola, oggi sede del Museo ebraico Fausto Levi, che raccoglie arredi e documenti delle scomparse comunità israelitiche del Ducato di Parma. Nel 1385 il duca di Milano Gian Galeazzo Visconti concesse ai marchesi Bonifacio ed Antonio Lupi di costruire l'attuale rocca, in seguito trasformata, a partire dalla fine del XVI secolo, in sontuosa residenza signorile. Il castello, tuttora appartenente alla famiglia dei principi Meli Lupi, è ricco di sale ed ambienti decorati e fa parte dell'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza