У нас вы можете посмотреть бесплатно Processo Bertè, parlano i Vigili del Fuoco: 'L'impianto antincendio non funzionava, mancava acqua' или скачать в максимальном доступном качестве, видео которое было загружено на ютуб. Для загрузки выберите вариант из формы ниже:
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Iniziato l’ascolto dei testimoni per il processo relativo all’incendio al deposito di rifiuti Eredi Bertè di Mortara del 6 settembre 2017. Giovedì pomeriggio il collegio presieduto dal giudice Daniela Garlaschelli ha ascoltato il racconto dei capisquadra dei vigili del fuoco che per primi erano intervenuti sul posto. Il dato emerso è l’impossibilità di scoprire a che ora partì l’incendio. La chiamata al numero di emergenza fu effettuata alle 6.38 dallo stesso Vincenzo Bertè, titolare dell’azienda. I vigili del fuoco partirono immediatamente da Vigevano e, dal racconto del caposquadra, già si vedeva una colonna di fumo in direzione di Mortara. Il primo camion dei pompieri arrivò al deposito di via Fermi alle 6.50 e trovò approssimativamente 2/3 della montagna di rifiuti in fiamme. Segno che l’incendio era attivo da tempo, ma non si può stimare da quanto. L’altro elemento ricorrente nel racconto dei vigili del fuoco è la mancanza di acqua. Degli idranti interni all’azienda, solo uno era raggiungibile. Gli altri si trovavano oltre il fronte delle fiamme. E da quell’unico idrante giungeva ben poca acqua. Anche gli idranti stradali di via Fermi fornivano poca disponibilità, tanto che l’incendio fu combattuto riempiendo le autobotti con gli idranti privati delle aziende vicine. La situazione migliorò soltanto in serata, quando il consorzio Est Sesia fece riempire i canali irrigui e venne pescata acqua dai fossi. Nella relazione dei vigili del fuoco l’impianto antincendio della Eredi Bertè viene giudicato “non funzionante”. La difesa di Vincenzo Bertè ha più volte insistito sulla differenza tra impianto non funzionante e impianto non conforme, sottolineando che l’azienda era munita di regolare certificato di prevenzione incendi. Fatto sta che, secondo il racconto dei vigili del fuoco, negli idranti interni di acqua ce n’era pochissima. Un ultimo aspetto emerso dalle testimonianze raccolte giovedì pomeriggio è l’impossibilità, in quei momenti, di stabilire l’origine dell’incendio, data la vastità del fronte. Dai vigili del fuoco, quindi, nessuna certezza su cause dolose o accidentali. Di questo aspetto, con tutta probabilità, ci si occuperà nelle prossime udienze del processo: tra le persone chiamate a testimoniare, infatti, figura anche l’ex moglie di Vincenzo Bertè che, con le sue rivelazioni agli inquirenti, accusò l’ex marito di avere materialmente appiccato le fiamme con un accendino, d’accordo con il socio Andrea Biani, per coprire costi di gestione divenuti troppo alti. Circostanze che proprio il processo in corso a Pavia avrà il compito di accertare. La prossima udienza è stata programmata per il 9 febbraio.