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Un momento storico per cui, con gli occhi che brillano di gioia, Aleida Guevara March, si dice dispiaciuta di non essere a Cuba. La figlia maggiore di Ernesto Che Guevara e Aleida March, anche lei medico come il padre, a Roma per ricevere il premio Foedus, per il suo impegno professionale con i bambini disabili a Cuba, intervistata da oltreradio.it, ricorda l’innato ottimismo del popolo cubano e ricorda che “il nostro leader Fidel Castro, parla sempre con molta fiducia nel futuro, è un uomo che ci ha insegnato a vedere sempre le cose dal lato buono e una volta aveva detto che sarebbero tornati i nostri 5 uomini ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti. E oggi che sono tornati a casa gli ultimi tre, mi piacerebbe essere a Cuba per abbracciarli”. “Questo è un momento storico per cui abbiamo lavorato davvero molti anni e non lo è solo per i cubani ma per tutti gli uomini e le donne oneste che hanno lottato in questi anni assieme al popolo cubano per questa loro libertà”. In merito poi al lavoro che i medici cubani stanno realizzando nelle zone colpite da Ebola, lavoro elogiato dallo stesso Barack Obama nel suo discorso sui nuovi rapporti con Cuba nel pomeriggio di mercoledì 17 dicembre 2014, Aleida Guevara March ricorda la necessità di migliorare sempre più la cooperazione sanitaria a livello internazionale, sottolineando come “se gli Stati Uniti non intraprenderanno una terza guerra mondiale, nell’arco di 20 anni Cuba potrebbe davvero diventare uno dei centri scientifici più importanti a livello mondiale. Stiamo facendo tantissime ricerche per poter allungare la vita e la sua qualità.” Una carriera nella medicina per Aleida che, inizialmente era dovuta all’eredità paterna, ma poi “è diventata una maniera di ripagare il popolo cubano di tutto quel che mi ha regalato, tutto l’affetto che ho sentito Intervista di Giulia Raffaelli Immagini di Michele Cristofoletti