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ABBATTIMENTI IN CAMBIO DI SICUREZZA MA CON UN PIANO RIMBOSCHIMENTO ADEGUATO Chioggia, 1 febbraio 2026 - Micaela Brombo Nei giorni scorsi è stato abbattuto il platano secolare, posto in una posizione centrale, al fianco del quale ci sono passati tutti da generazioni, sotto la cui chioma in tanti hanno cercato ombra. L’intervento ha scatenato reazioni forti, commenti forti sui social, non sempre urbani, alcuni passibili di denuncia. Qualcuno ha drammatizzato la perdita parlando di «dolore», chi di «lutto» . C’è stato chi ha lasciato fiori sul luogo dove si trovava la pianta e chi ha avviato una raccolta firme per sostenere azioni di protesta e eventuali iniziative legali. Alla luce dei fatti capiamo le motivazioni che hanno portato l’amministrazione a non dare comunicazione della necessità di tagliare il platano. Si è già visto in passato persone, esponenti politici legarsi agli alberi per evitare che venissero tagliati, sapendo quando e dove sarebbe partito l’intervento, costringendo le ditte incaricate a rimandare - e non a sospendere - l’intervento. Tra questi persone che hanno strumentalizzato “l’amore per gli alberi” per ottenere maggiore visibilità, facendo proprio forza sul lato emotivo delle persone per ottenere appoggio e sostegno Amare un albero è sacrosanto. Un albero storico ha un forte valore affettivo, culturale, che non si può non riconoscere. Vedere che qualcuno ha decretato la sua fine - senza essere stati avvisati delle motivazioni - può avere un importante impatto emotivo, lasciando scoperta, nella persona toccata dall’evento, fragilità, debolezza e stati emotivi che spesso impediscono di vedere con obiettività le motivazioni che hanno portato al taglio. L’amore per la natura, per gli alberi in generale e per quell’albero in particolare non può sostituire i dati tecnici che, in una perizia firmata e sottoscritta, descrivono una situazione di instabilità e di una mancanza di sicurezza. Davanti a quanto riportato dal comunicato diffuso dall’amministrazione il rischio di cedimento è reale, non si può far finta di niente. Certamente non può far finta di nulla l’amministrazione, responsabile della pianta e dei danni che può provocare Sono state fatte richieste di accesso agli atti per verificare tutta la documentazione riguardante il platano. Supponiamo che un comune svolga le procedure secondo tutti i crismi, sacrificando il patrimonio arboreo solo se necessario.. Il rispetto che qualcuno sta dimostrando è lecito e comprensibile, ma non può sostituire la necessità di avere un albero stabile, che non presenti rischi di cedimento in base a valutazioni oggettive. E questa pianta è stata definita estremamente pericolosa. Per il futuro chiediamo che i dati su cui si fondano decisioni di tale importanza per alcuni cittadini vengano resi pubblici in modo che chi voglia possa verificare quanto scritto. Da oggi saranno tagliati altri tre alberi a rischio cedimento. Il patrimonio arboreo del comune di Chioggia è invecchiato, da un certo punto di vista è ancora più prezioso, per la memoria collettiva, per i benefici ecosistemici, per la biodiversità. Ma alberi vecchi possono non essere sani ed essere a rischio. Pertanto vanno monitorati ed eventualmente consolidati, ma anche, se necessario, abbattuti, generando proteste, raccolte firme e possibili azioni legali; con conseguente strumentalizzazioni politiche. L’abbattimento del platano insegna che serve capacità di comunicare tali eventi, nella massima trasparenza. Ma serve anche un piano di piantumazioni che deve seguire gli abbattimenti, non con piantine, ma con alberi già formati in modo da dimostrare alla cittadinanza che l’amministrazione non “odia il verde”, come qualcuno sta cominciando a pensare, ma che i rimboschimenti fanno parte del percorso di vita del patrimonio arboreo della città.