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Nuovo murale Jorit, è stato ufficialmente inaugurato il Napoli Dream Team all’esterno dello stadio Maradona. Un’opera meravigliosa che diventerà un nuovo simbolo in città, nonché fonte di attrazione per tifosi e turisti. Lo stesso artista ha poi rilasciato le seguenti dichiarazioni a proposito dell’opera realizzata: "Questo progetto nasce dall’idea di valorizzare uno dei luoghi più iconici della città: lo stadio, punto di aggregazione dove le persone si incontrano, condividono emozioni e vivono momenti insieme. L’obiettivo è abbellirlo attraverso volti che non appartengono solo ai singoli individui, ma soprattutto ai tifosi e alla città. Sono dei veri e propri totem, nei quali ognuno può riconoscersi. Mi affascina l’idea che un padre possa portare il proprio figlio e dirgli: “Questi erano i campioni della mia generazione”. Il tifo diventa così un elemento di unione, soprattutto in un’epoca sempre più dispersiva. Lo stadio, da questo punto di vista, mi ha sempre interessato anche sotto il profilo antropologico: è un luogo di comunione e di emozioni collettive. Con quest’opera voglio celebrarlo. Per quanto riguarda la scelta dei volti, ho lanciato un sondaggio sui social lasciando decidere ai tifosi. Non avrei mai voluto scegliere da solo: sarebbe stata una responsabilità troppo grande. Non entro nelle classifiche o nelle polemiche, anche perché ogni nome è stato frutto di testa a testa e sarebbe ingiusto per chi è rimasto fuori. C’è anche un tema di riqualificazione urbana: lo stadio e l’area di Fuorigrotta hanno bisogno di essere valorizzati. Io cerco di fare la mia parte, ma è chiaro che serve un intervento più ampio. Il rapporto tra calcio e arte oggi è complesso. Personalmente mi interessa soprattutto il calcio come fenomeno di tifo: le persone che si ritrovano per stare insieme e condividere emozioni, al di là di calciatori e presidenti. Le dinamiche economiche spesso rovinano questo aspetto. Anche una piccola squadra può generare emozioni enormi: è questo che mi interessa raccontare. I volti rappresentati, infatti, trascendono le persone stesse e appartengono a chi li ha vissuti e amati. Nelle mie opere c’è sempre Napoli, ma cerco di darle un respiro internazionale. Figure come Diego Armando Maradona, Massimo Troisi e Pino Daniele rappresentano una Napoli autentica e profonda, non uno stereotipo. Hanno trasmesso messaggi universali che vanno oltre la città. Credo molto anche nel valore dell’arte come strumento per i giovani. La street art, in particolare, è accessibile e gratuita: appartiene a tutti. È questo il suo punto di forza rispetto a forme più “chiuse” come i musei. È un’arte pubblica, viva, che parla direttamente alle persone. Per il futuro preferisco non anticipare nulla: sono scaramantico. Posso solo dire che dietro queste opere c’è tanto lavoro, tempo e impegno, anche perché il progetto è completamente autofinanziato dalla fondazione. Un eventuale supporto aiuterebbe a fare ancora di più. Su possibili collaborazioni con Aurelio De Laurentiis, non saprei: credo abbia una sua idea legata allo stadio. Bisognerebbe chiederlo a lui".