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Un caso di contro-transfert: un paziente risveglia la passione incestuosa e contrastata della psicologa nei confronti del padre. Marta Scelli: Psicologa (n.53) dal poema Mi svelo ma in animo nuda. Caffè Freud Roma 24 marzo 2010. MI SVELO- SESTO CORO - QUALCOSA SEGNATO IN PROFONDO Psicologa- n.57 Anche ora incestuoso il pensiero al padre paziente mi muove ma devo inibirlo a me stessa Psicologo studio richiama bisogni di spirito in ansia affianco persone in ricerca le tecniche in uso son varie si ascolta si parla si chiede offerta di specchio al profondo disposta ad entrar nei disturbi lavoro mantengo coscienza ponendomi come strumento dell'altro interiore mutare mi accosto ai conflitti che in soma rivelano in anima croste la bioenergetica prassi con mani mi studio applicare sul corpo sofferto che lagna 15 tensioni che tirano membra arriva un paziente trentenne curato armonioso nei tratti lamenta di non dare orgasmo a sua fidanzata in attesa di nozze e di vita comune confessa di non combinare la giusta armonia dei piaceri rispetto ai doveri di vita ha indotto la donna abortire sprovvisto di forza affrontare la nuova famiglia di fatto sì debole e vero mi appare nei modi seduce al consenso la sua spaccatura interiore 30 tra testa edonismo e morale riporta me stessa in conflitto divisa in ragione e emozioni lo incontro per ultimo in studio è freddo l'ambiente son stanca le spalle comincio a tremare gli noto le mani nodose ma con equilibrio di forza nervose ricordo mio padre a tavola affianco sedevo rivedo l'intera figura e poi le sue mani che amavo contrasto vivevo con lui di ruolo ragione volere rispetto alle mani cambiavo 45 ambivo toccarle in carezza avvolte sentirle al mio corpo ma questo contatto negava gelosa ero quando già nonno mio figlio lui tenero in braccio guidava al disegno e alle cose è simile il nuovo paziente che nega al pensiero abbandono uguale la schiena gli duole lo faccio sdraiare in tappeto adagia la nuca alle mani appena la testa gli muovo a fletterla indietro resiste e a dentro il mio grembo adagiarla comprendo il suo sforzo a fidarsi 60 da sopra lo leggo contratto nel rassicurarlo impotente con tenera cura lo tengo mi scontro alla storia pregressa commosso lui piange ma quieto le braccia solleva ai miei fianchi rifugio poi cerca nel seno succede altre volte e l'accolgo ritorna bambino il paziente invece ribalto il mio ruolo son io che pretendo il suo grembo paterno calore negato temeva carnale abbandono sognavo un contatto di corpo in colpa vissuto in famiglia 75 anche ora incestuoso il pensiero al padre paziente mi muove ma devo inibirlo a me stessa spontanea vorrei rinfrancarlo potresti con me liberarti rispetto alla donna che blocca censuro la rabbia che sale desidero abbraccio in offerta ma devo fermarlo e ne soffro le mani paterne sognate vogliose e protese ai miei fianchi conoscerlo in sesso potente che mira al traguardo di amplesso paziente ho in potere e rispetto non posso il contatto inoltrare. 90